I residenti del quartiere Esquilino continuano a seguire con apprensione la situazione di Dana, la senza fissa dimora incinta al sesto mese e probabilmente vittima di violenze e abusi. La donna è infatti ancora in strada, abbandonata a se stessa. Dopo il flash mob del 17 agosto, da oggi è stata promossa una raccolta firme per chiedere alle istituzioni un intervento immediato che preveda delle soluzioni concrete. “Mentre continua il rimpallo di competenze, questa donna e il suo bambino rischiano di morire ogni giorno, per violenze, malnutrizione, droghe, alcol, malattie e possibili complicazioni di ogni tipo” si legge nell’appello lanciato dai cittadini e pubblicato su Facebook.

La storia di Dana 

Dana, trentenne tedesca di origini ucraine, avvocato in Germania, vaga per il quartiere da circa sette mesi. All’inizio sembrava lucida e curava la sua igiene personale: ma dall’inizio della gravidanza- si ipotizza in seguito a una violenza- la situazione è degenerata. È solita dormire  nel tunnel Turbigo (che collega Via Marsala a Via Giolitti nei pressi della Stazione Termini) in condizioni igienico sanitarie precarie. Tuttora alterna momenti di lucidità, in cui riesce a parlare anche tre lingue straniere (inglese, tedesco e russo) ad altri di assoluta confusione. I cittadini denunciano da tempo le condizioni di instabilità mentale e fisica della donna. Siccome rifiuta di essere condotta in una struttura protetta, l’unica soluzione per riuscire ad aiutarla sembra essere un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio: ma anche questo tentativo, effettuato lo scorso 13 agosto, non ha avuto esito favorevole.

Durante l’unico intervento operato ormai 10 giorni fa dalla sala operativa e dalla Usl Roma 1, la signora è stata trovata nel pieno di un atto sessuale con un uomo in una tenda sotto il tunnel e anche nonostante questo, nulla si è fatto per metterla in sicurezza e denunciare l’accaduto” si legge sul testo della raccolta firme a favore di Dana. “Se la legge prevede questo stato di cose e di abbandono, la legge non funziona. Tutto ciò è eticamente e umanamente inaccettabile. Dana e il suo bambino non possono stare un giorno di più in queste condizioni” ripetono i residenti del rione Esquilino. “Non ci fermeremo finché non sarà ricoverata al sicuro, verranno prestare le cure mediche opportune a lei e al bambino, non verrà strutturato durante il loro ricovero un piano a lunga percorrenza per arrivare al parto e alla collocazione successiva in strutture idonee di mamma e bambino.”

Le risposte di Comune e Municipio 

Sono state diverse le segnalazioni dei cittadini e in particolar modo dell’avvocato e residente dell’Esquilino Lo Curto, che sta seguendo il caso da vicino. Secondo quanto riferito Roma Capitale, tramite  gli Uffici del Dipartimento Politiche Sociali, ha provveduto alla strutturazione di un intervento multidisciplinare, contattando il consolato della Repubblica Federale di Germania e successivamente quello ucraino. Il Dipartimento Salute Mentale Distretto 1 ha confermato  la disponibilità del CSM Palestro a collaborare.

Inoltre sono stati contattati la Usl Roma 1, tanto dal Dipartimento quanto dal Gabinetto della Sindaca, e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma e al Tribunale di Roma IX Sezione Civile. Emiliano Monteverde, assessore alle Politiche sociali del Municipio Roma I, ha precisato che “una volta prese le decisioni sanitarie e di ordine pubblico sulle quali non possiamo incidere e stabilizzata dal punto di vista medico la situazione, mettiamo a disposizione il nostro centro di accoglienza rivolto a donne e persone trans”. Ma intanto Dana continua a vivere per strada.

Dove recarsi per firmare

Oggi domenica 22 agosto sarà possibile firmare la petizione a favore di Dana in Piazza Vittorio, lato Oviesse, dalle 18:00 alle 21:00; presso la gelateria Fassi lato uscita dalle ore 10:00 alle ore 23:30 e presso la farmacia Longo dalle 8:00 alle ore 19:00. Un altro punto di raccolta firme è il Bar Fondi Via Milazzo n. 16 dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 24:00.

In alternativa, è possibile inviare una mail, richiedendo indirizzi di riferimento e testo integrale dell’appello a Valentino Lo Curto.

Mariangela Celiberti