Ha cambiato idea Luigi Vitali, senatore di Forza Italia. Era stato dato per fatto ieri il suo passaggio nel gruppo dei responsabili al Senato. I cosiddetti “Europeisti” in soccorso di Giuseppe Conte, il premier dimissionario che mentre procedono le consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, continua a fare proselitismi per una nuova maggioranza – la settimana scorsa, al Senato, l’esecutivo ha raggiunto soltanto la maggioranza relativa con 156 sì, grazie anche all’astensione di Italia Viva che ha aperto la crisi e si è astenuta. Vitali aveva dato per fatto il passaggio nella pattuglia per Conte. Al Corriere della Sera diceva che “al di là del rapporto personale con il Cavaliere e di un’amicizia con il presidente dei senatori Anna Maria Bernini è finita la liason con la classe dirigente azzurra”.

L’onorevole era andato a Palazzo Chigi, ieri, per un’ora aveva parlato con Conte. Aveva lodato la gestione della trattativa sul Recovery Fund dell’”avvocato del popolo” e aveva messo al centro il dossier Giustizia. Poi la marcia indietro. Prima la telefonata di Silvio Berlusconi: “Il presidente mi ha ricordato il passato insieme: sono iscritto a Forza Italia dal 1995, ho sempre indossato la casacca azzurra. Poi il Cavaliere in un passaggio si è spinto avanti: ‘Hai visto che ho parlato delle larghe intese’?”, ha detto sempre al Corriere. Poi arriva quella del segretario della Lega Matteo Salvini.

E quindi Vitali smentisce tutto: “Nessun appoggio politico al Conte Ter – ha dichiarato a Lapresse – Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”. E quindi insiste: “È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte – ha continuato – era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull’apertura ad un governo istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della giustizia e fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.

I responsabili incassano: “In merito all’annuncio dell’adesione del sen. Vitali al gruppo Europeisti-Maie-Cd di cui abbiano letto ieri sulle agenzie di stampa e mai pervenuta, prendiamo atto della smentita da parte dello stesso senatore che abbiamo letto stamani sui quotidiani. Ribadiamo comunque la nostra stima nei confronti del collega”, hanno dichiarato Raffaele Fantetti e Andrea Causin, presidente e vice presidente del gruppo parlamentare nato in Senato.

CHI E’ VITALI – Nato a Taranto, vive a Francavilla Fontana in provincia di Brindisi, figlio di un appuntato dei carabinieri e laureato in Giurisprudenza. Vitali ha cominciato la sua carriera politica con il Movimento Sociale Italiano. Ha aderito a Forza Italia nel 1995, l’anno dopo è stato eletto deputato. È stato ri-eletto nel 2001 e nel 2001. Ha presentato gli emendamenti che hanno depenalizzato in misura rilevante il reato di falso in bilancio e quattro proposte di legge per introdurre il condono discale “tombale”, il condono edilizio, quello previdenziale e un altro per le sanzioni amministrative del codice della strada. Nel 2004 è diventato sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi. Nel 2015 è stato nominato commissario regionale di Forza Italia in Puglia.

Antonio Lamorte