Alberto Genovese vuole disintossicarsi dalla droga e ha chiesto, tramite i suoi avvocati Davide Luigi Ferrari e Luigi Isolabella, di poter essere trasferito dal carcere ad una struttura dove curare la propria dipendenza.

Genovese è stato arrestato il 6 novembre scorso con l’accusa di aver seviziato e stuprato per ore una 18enne, ospite di una festa organizzata nel suo attico vista Duomo il 10 ottobre. I difensori del ‘re delle start up’ hanno depositato istanza di scarcerazione chiedendo che gli siano concessi gli arresti domiciliari, da scontare in una struttura dove possa disintossicarsi.

Già nell’interrogatorio di garanzia Genovese aveva parlato della sua tossicodipendenza, dicendo di non riuscire a controllarsi e di “non capire cosa è legale e cosa no”, quando è sotto l’effetto di stupefacenti. Adesso l’istanza dovrà essere valutata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosa Stagnaro e Paolo Filippini, titolari dell’inchiesta, poi sulla vicenda dovrà pronunciarsi il gip.

Intanto la Procura ha espresso parere negativo alla richiesta di disporre una perizia sugli audio registrati dalle telecamere interne della “Terrazza sentimento”, balzata alle cronache come il luogo dove Genovese avrebbe portato le sue ancora presunte vittime. Audio che riguardano l’intera serata in cui l’imprenditore avrebbe violentato la 18enne che lo ha denunciato e di cui si chiede un’analisi da parte di esperti per verificare se la ragazza possa aver manifestato il suo consenso a ciò che è avvenuto successivamente.

Per gli inquirenti gli audio sono disturbati e, quindi, una perizia potrebbe lasciare spazio alle interpretazioni più disparate e non oggettive. La parola spetta al giudice. La richiesta riguarda anche l’analisi dei video delle telecamere delle altre stanze per capire se nel corso della serata la ragazza possa aver manifestato il consenso per quanto accaduto poi.

Intanto peggiora la situazione di Genovese accusato di aver commesso altre violenze tra Milano e Ibiza ed è anche indagato per trasferimento fraudolento di valori in un filone patrimoniale aperto per verificare le sue movimentazioni finanziarie anche per eventuali profili di frode fiscale e riciclaggio. Tutte indagini ancora in corso su cui il Tribunale dovrà pronunciarsi.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.