Il segnale tanto auspicato da parte di Mario Draghi non arriverà. Il presidente del Consiglio incaricato infatti non terrà alcun intervento al termine dell’ultimo giro di consultazioni con le parti sociali, a differenza di come ipotizzato in un primo momento, ma il Movimento 5 Stelle non aspetterà per dare il via libera al voto su Rousseau, che prenderà il via stasera.

I retroscena volevano infatti Beppe Grillo in attesa di un segnale da parte dell’ex presidente della Bce su programma e nomi, un intervento che avrebbe dato anche maggiore vigore alla parte governista e pro-Draghi all’interno dei pentastellati.

Dichiarazioni che non arriveranno dunque, ma che hanno comunque spinto i vertici del Movimento ad avviare stasera e per 24 ore le consultazioni sul governo Draghi sulla piattaforma Rousseau. Da segnalare inoltre come nel pomeriggio sia arrivato un endorsement di peso a favore dell’esecutivo dell’ex numero uno dell’Eurotower, quello del suo predecessore a Palazzo Chigi: Giuseppe Conte ha infatti sottolineato che “se fossi iscritto, su Rousseau voterei sì a Draghi”.

Parole che non faranno piacere all’ala ortodossa del Movimento, guidata da Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio, schierata apertamente per il ‘No’ a Draghi. “Posto che la mia decisione è votare no (su Rousseau, ndr), non sono in Parlamento. Per cui se ci sono tanti parlamentari in dubbio l’opzione della possibile astensione possa essere ragionevole”, aveva detto l’ex deputato grillino intervistato ieri da Andrea Scanzi.

Il rinvio del voto, a questo punto di poche ore, richiesto da Beppe Grillo in un video e formalizzato questa mattina dal reggente politico Vito Crimi aveva quindi dato il via ad una guerra social. Su Facebook le pagine dei principali leader del Movimento sono state prese d’assalto dagli elettori che vogliono potersi esprimere su Rousseau il loro ‘No’ al governo dell’ex numero della Bce. “Ormai non ci credi neanche più tu. Ciao Beppe, hai tradito un sogno”, è il commento più ‘votato’ sotto il video di Grillo.

In quest’ottica va letta la lettera inviata a deputati e senatori cinquestelle da un gruppo di 170 attivisti, che hanno inviato la pattuglia parlamentare a non sostenere il nuovo governo: “Chiediamo una presa di posizione netta da parte di voi – si legge nella missiva –  che siete i nostri portavoce, contro la costruzione di un governo in cui, come gruppo parlamentare, non potremo mai essere determinanti e, in ogni caso, non potremmo mai stare al fianco di chi è stato complice della prevalenza della finanza sulla politica, con chi ha realizzato le liberalizzazioni e le privatizzazioni che hanno distrutto il tessuto economico del nostro Paese, impoverendo il popolo e aumentando le diseguaglianze”.

Il garante Beppe Grillo era tornato questa mattina sulla fiducia all’esecutivo Draghi sul suo blog, legando ancora una volta il sì all’ex numero della Banca centrale europea con un punto evidenziato fortemente dalla delegazione grillina a Montecitorio, il ministero della transizione ecologica, proposta illustrata dallo stesso fondatore dei 5 Stelle al presidente incaricato. “Un Super-Ministero per la transizione ecologica lo hanno Francia, Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi. Presto lo dovranno avere tutti. Non lo dico io. Ce lo gridano la natura, l’economia, la società. E anche Papa Francesco. Siamo francescani, fondati il 4 ottobre, giorno di San Francesco”, scrive Grillo.

Il lungo articolo di Grillo si chiude con un chiarissimo riferimento a Draghi e al suo vecchio ruolo di banchiere: I banchieri hanno la leva principale per cambiare ma non hanno capito che bisogna cambiare. E quelli che hanno capito che bisogna cambiare non hanno la leva principale. Anche un banchiere e finanziere lo capisce, ma non può dire: “Sì, ma non adesso!” Mettiamo dei fiori nei nostri bazooka!”, è l’esortazione finale del garante pentastellato.