“Chi sta resistendo con le armi, con i soldi, con il prezzo economico ed energetico pagato dai Paesi occidentali, non può dire ‘decido io‘, decidiamo insieme se e quando promuovere un’iniziativa di dialogo e di pace”. Anche il governatore  campano Vincenzo De Luca, esponente del Pd, interviene in modo chiaro sul conflitto in Ucraina, auspicando quanto prima chiarezza da parte del governo italiano e della stessa Nato e criticando la posizione del presidente Volodymyr Zelensky che da giorni continua a ripetere di non essere disposto al dialogo, arrivando a minacciare i russi (“vi uccideremo uno per uno”) in caso di mancata resa.

“Il presidente ucraino merita la nostra ammirazione per la resistenza che hanno messo in campo, tuttavia non può dire ‘non si dialoga con nessuno’. Chi non vuole dialogare con nessuno dovrà assumersi la responsabilità di risolvere i suoi problemi nazionali da solo” ha spiegato nella consueta diretta social del venerdì.

Con il caro bollette che sta strozzando imprese, attività commerciali e famiglie italiane, De Luca chiede ai paesi che fanno parte dell’Alleanza Atlantica, a partire dall’Italia, di “non essere essere appendice passiva della Nato, una sorta di segreteria distaccata di Stoltenberg che in questi mesi ha dato prove di grande ottusità politica”.

“Abbiamo il dovere di reintrodurre nel linguaggio della politica la parola pace” aggiunge, annunciando poi una manifestazione per chiedere la fine della guerra in programma per fine ottobre a Napoli, auspicando il coinvolgimento “del mondo del volontariato, della cultura, della scuola, delle università, di singole personalità interessate a far crescere un movimento per la pace nel nostro Paese”. Ma – precisa il governatore campano – “non è in discussione la nostra appartenenza al campo occidentale e non è in discussione la solidarietà euro-atlantica, ma è in discussione l’ottusità e la chiusura del pensiero”.

Per De Luca la scelta di scendere in piazza è dettata dagli ultimi sviluppi, in particolare “l’annessione di 4 regioni dell’Ucraina ma soprattutto ha cominciato a circolare in maniera preoccupante l’ipotesi di utilizzo delle armi nucleari”. “Questi due elementi a mio parere – dice De Luca – determinano una svolta profondamente diversa nella vicenda della guerra in Ucraina. Dobbiamo fare appello alla coscienza di tutti perché questo esito sia evitato, in Ucraina e in Europa”.

Secondo De Luca, “di fronte all’ipotesi concreta di armi nucleari, da oggi il Governo italiano e i partiti politici hanno il dovere di dire al popolo italiano qual è l’obiettivo che stiamo perseguendo in Ucraina. Se è quello di una vittoria militare, dobbiamo dire agli italiani che siamo in guerra. Non possiamo – ribadisce – vivere in un’economia di guerra senza dirlo in maniera esplicita. Poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità”

Redazione