Per la rubrica ‘Attenti a quei due’ il direttore Paolo Liguori torna sul tema della guerra in Ucraina analizzando la controversa figura del presidente Volodymyr Zelensky che con l’azione di resistenza del suo popolo sembra mirare ad alti riconoscimenti da parte della comunità internazionale.

Caro Piero, tutti mi chiedono: “Ma chi la vuole questa guerra?”. Le condizioni per trattare c’erano dieci giorni fa e ci sono anche oggi ma non se ne parla ancora per altri giorni. Perdite di tempo in cui ci sono morti, feriti, dolori, lutti ed emigrati. Putin sappiamo benissimo cosa vuole: lui ha attaccato, ha fatto partire una guerra, quindi sappiamo che è l’avversario, il nemico. Come lo vogliamo chiamare, lo chiamiamo, ma certamente è l’aggressore.

Di Zelensky invece non abbiamo capito quasi nulla. Io però in questi giorni ho capito una cosa che mi sembra abbastanza ovvia. Zelensky sta girando il mondo ma non chiede la pace, non vuole la pace. Chiede: la guerra mondiale, l’ha chiesta con la no-fly-zone, dice ‘Partecipate anche voi, non lasciateci soli’. Poi sta lottando per un suo personale interesse, il nobile interesse, il Nobel per la pace. Zelensky vuole avere il Nobel per la pace.

D’altra parte tu mi dirai: “Ma questo Nobel per la pace tu lo puoi dare a uno che ha armato il suo popolo per fare la guerra? Beh, l’ha avuto Obama, presidente degli Stati Uniti che aveva inventato i droni che uccidono a distanza così ‘non dobbiamo più perdere soldati americani, perché noi già da alcuni uffici nel Texas con i satelliti possiamo uccidere in tutto il mondo’, in quel momento in Medio Oriente, in Siria, nella Striscia di Gaza, dove si vuole.

Allora se ha vinto il Nobel un Presidente che uccideva con i droni, potrà vincere anche questo Nobel Zelensky che gira nei parlamenti con un copione che alla terza-quarta volta ho capito e mi è stato chiaro: va al Congresso americano e dice ‘Noi siamo come voi l’11 settembre’, va al Parlamento tedesco e dice ‘Noi siamo come voi col muro di Berlino’, è andato in Israele a dire ‘Noi siamo come voi durante l’Olocausto’. Naturalmente Israele è insorta perché gli è sembrata una colossale stupidaggine.

Martedì verrà da noi e dirà ‘Noi siamo come voi durante il rapimento di Aldo Moro’ perché non mi immagino una cosa più grave in questi ultimi anni. Insomma, in poche parole, ha un copione già scritto, precostituito, un format che porta nei parlamenti. Qual è l’obiettivo? L’obiettivo è avere armi, ma per avere armi non si può avere il Nobel per la pace. Ma io credo che lui si sia autocandidato, non alla pace ma al Nobel per la pace.

Redazione