L’Italia ha conferito oggi a Erbil l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia al Presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani, riconoscendone il ruolo decisivo nel rafforzare i rapporti tra Roma, Baghdad e la Regione del Kurdistan. L’onorificenza, consegnata dall’ambasciatore Niccolò Fontana per conto del Presidente Sergio Mattarella, premia personalità che contribuiscono al prestigio internazionale dell’Italia e alla cooperazione con il nostro Paese.

La scelta di Barzani non è solo simbolica: arriva dopo oltre vent’anni di relazioni crescenti, dall’apertura del Consolato Generale italiano a Erbil nel 2015 voluta da Matteo Renzi fino alle recenti visite ufficiali del leader curdo a Roma, dove ha incontrato il Presidente Mattarella, il Ministro della Difesa Crosetto e il Ministro degli Esteri Tajani, consolidando il sostegno politico e di sicurezza dell’Italia alla Regione del Kurdistan.  L’Iraq e il Kurdistan iracheno sono pilastri della politica estera italiana in Medio Oriente. L’Italia è uno dei principali contributori della coalizione anti‑ISIS, è presente nell’area presso la base militare di Camp Singara nell’ambito della missione Prima Parthica, dove addestra le forze peshmerga e sostiene la stabilizzazione istituzionale irachena. Premiare Barzani significa rafforzare un interlocutore considerato affidabile, moderato e fondamentale per la sicurezza regionale.

Inoltre, il Kurdistan è un hub strategico: la stabilità della regione incide direttamente sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulle rotte energetiche che interessano l’Europa. Per l’Italia, che punta a diversificare le fonti e ridurre le dipendenze critiche, mantenere un rapporto privilegiato con Erbil è un asset geopolitico.  Per Baghdad e per Erbil, il riconoscimento italiano è una legittimazione internazionale del ruolo politico di Barzani e un segnale di continuità nel sostegno europeo. L’Italia è percepita come un partner stabile, non egemonico, capace di dialogare con tutte le componenti irachene. Per il Kurdistan, l’onorificenza consolida la propria immagine di attore moderato, promotore di dialogo, pluralismo religioso e cooperazione internazionale, elementi riconosciuti anche dalle fonti che sottolineano la capacità di Barzani di costruire consenso e stabilità interna.