Emozionata fino alla commozione. La cancelliera di ferro mostra tutta la sua umanità nel suo “canto del cigno”. Un “canto” degno di una statista che ha lasciato il segno nella storia della Germania e dell’Europa. Angela Dorothea Merkel si congeda con gli onori militari per la conclusione del proprio mandato a Berlino. La cerimonia si è svolta nel cortile del Ministero della Difesa tedesco. Il Battaglione della Guardia delle Forze armate tedesche (Bundeswehr) è sfilato al lume delle fiaccole davanti alla cancelliera uscente, preceduto dalla banda militare che ha suonato marce e alcuni brani musicali scelti dalla stessa Merkel. In particolare, l’inno cristiano “Grosser Gott, wir loben dich” (“Gran Dio, noi ti lodiamo”) composto da Ignaz Franz, della canzone melodica di Hildegard Knef “Fuer mich soll’s rote Rosen regnen” (“Per me pioveranno rose rosse”) e di “Du hast den Farbfilm vergessen” (“Hai dimenticato la pellicola a colori”), brano di Nina Hagen del 1974, che ebbe grande successo in Germania est, dove allora viveva una giovane Angela ventenne.

La cerimonia del “Grosse Zapfenstreich” è il maggior onore che le forze armate concedono ad un civile, le cui origini risalgono al XVI secolo. Un congedo segnato dalla recrudescenza del Covid-19. Un assillo che ha segnato gli ultimi giorni da cancelliera della Merkel e lo stesso discorso di commiato. Merkel ha annunciato, insieme al ministro delle Finanze e suo successore in pectore Olaf Scholz, al Governatore del Nord Reno Westfalia Hendrik Wüst (Cdu) e al sindaco di Berlino Michael Müller (Spd), le misure concordate con i Governatori dei 16 Bundesländer per cercare di frenare la crescita esponenziale della quarta ondata della pandemia da Covid. C’è in atto una transizione governativa, ha detto Merkel, ma questo non ha influenza sull’avanzare del virus: l’importante è agire in fretta. La situazione è drammatica e ci sono ampie differenze locali nell’incidenza di nuove infezioni, da 1.091,4 al sud a Traunstein in Baviera all’80,4 di Schleswig-Flensburg al nord. Con questi numeri, ha evidenziato la Cancelliera, in 23 o 24 giorni ci sarà un raddoppio delle necessità di posti letto nelle terapie intensive. E la lotta alla pandemia domina anche l’ultimo giorno dalla cancelliera di Angela Merkel.

Nel suo discorso serale e, soprattutto, nelle nuove misure adottate. Lockdown per i non vaccinati in Germania. È una delle decisioni più rilevanti del pacchetto varato dall’ultima conferenza Stato-regioni, annunciato da Merkel, in conferenza stampa a Berlino. La decisione prevede l’estensione del 2G al commercio al dettaglio su base federale, e la riduzione dei contatti. Lo stesso varrà per l’accesso a strutture ed eventi per attività culturali e ricreative (cinema, teatri, ristoranti) indipendentemente dall’incidenza. In Germania, ha sottolineato, «la situazione purtroppo è molto seria. Se avessimo un’incidenza media di contagi da 130 come in Italia, o di 150, mi sentirei meglio». La Germania, inoltre, ha annunciato Merkel, «avvierà il dibattito parlamentare per il vaccino obbligatorio anti-Covid». Il successore in pectore, Olaf Scholz, per la decisione assunta e si è detto molto fiducioso che la misura passerà. Un ottimismo legato anche all’apertura arrivata ieri mattina del leader dei liberali Christian Lindner, che si è detto favorevole all’obbligo parlando con la Bild.

Quanto al suo lascito, in chiave tedesca ed europea, ne parla con Il Riformista l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, già Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, presidente dell’Istituto affari internazionali (Iai). «Intanto ha garantito al suo paese un quadro di stabilità politica straordinaria. Sedici anni di governo in Germania con un u unico cancelliere che ha guidato varie coalizioni, confermano che c’è nella cultura politica tedesca un valore quasi assoluto che è quello della stabilità degli esecutivi. Sul piano delle scelte che ha compiuto, alcune sono sicuramente condivisibili altre possono destare maggiori perplessità e lasciano tra l’altro una eredità complicata al governo nuovo che si sta insediando. Una per tutte: l’idea di rinunciare al nucleare, continuando così a dipendere pesantemente dal carbone. Questo per dire che nessuno è perfetto».

Quanto all’Europa, annota ancora l’ambasciatore Nelli Feroci, «il mio giudizio sull’operato della Merkel è tutto sommato positivo, soprattutto se lo riferisco alle battute più recenti della storia che conta in Europa, cioè alla gestione della crisi pandemica e in particolare del grande piano europeo di ricostruzione. In questa occasione, nel 2020, lei si è rivelata straordinariamente lungimirante. E di questo le va dato atto. Lo stesso non si può dire nella gestione della crisi economia-finanziaria, quella che ha caratterizzato l’Europa per quasi un decennio. Lì è stata una guida dell’Europa che sicuramente si è mossa a trazione tedesca. Una guida condizionata da molte remore che appartengono alla cultura politica tedesca, alle priorità dell’impegno di quel paese, che in qualche modo si sono riflettute negativamente sulle scelte fatte in Europa». Un lascito a chiari e scuri. Comunque grande. Auf Wiedersehen, frau Angela.

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.