«Andiamoci piano prima di parlare di un governo di svolta a Berlino. Il voto ai sedicenni, la cannabis legale sono pannicelli caldi rispetto alle grandi emergenze che il nuovo governo a tre dovrà affrontare, a cominciare dalla tragedia, tutt’altro che risolta, della pandemia». Il governo “a semaforo” (per via dei colori rosso, verde e giallo associati ai partiti che lo compongono) varato a Berlino, analizzato da uno dei più autorevoli studiosi del “pianeta tedesco”: Angelo Bolaffi, filosofo della politica e germanista, dal 2007 al 2011 direttore dell’Istituto di cultura italiana a Berlino, autore di numerosi saggi tra i quali Calendario civile europeo. I nodi storici di una costruzione difficile (Donzelli, 2019).

Voto ai sedicenni, cannabis legale. Professor Bolaffi, che governo è quello che sta nascendo in Germania, sulla base dell’intesa raggiunta tra Spd, Verdi e Liberali?
È un governo che dovrà fare i conti in primo luogo con la pandemia. Pensava di muoversi in un’altra situazione. Gli accordi raggiunti sulla cannabis e il voto ai sedicenni sono pannicelli caldi per accontentare una parte identitaria della Spd, quella che ancora si è nascosta dietro Scholz, e una parte movimentista dei Verdi. Le cose vere da fare sono altre…

Ad esempio?
Intanto bisognerà vedere se saranno in grado di gestire la lotta alla pandemia. La cosa strana è che tutta la trattativa per formare il governo, è avvenuta mettendo tra parentesi la cosa più drammatica, cioè la diffusione pandemica. E c’è un motivo per questo. Perché una coerente lotta, “alla Draghi” per intenderci, alla pandemia, rimette in discussione il sistema politico tedesco e tocca lo stesso sistema costituzionale.

Che nesso c’è tra una coerente lotta alla pandemia e la rimessa in discussione addirittura del sistema costituzionale tedesco?
Il nesso c’è, ed è molto stringente. Va ricordato che la cancelliera Merkel fu costretta a fare marcia indietro e a chiedere scusa, nella tarda primavera dell’anno scorso. Benché la cancelliera e il ministro della Salute, avessero messo sull’avviso sui pericoli imminenti, tutti i partiti hanno fatto, all’italiana, finta di nulla. Tutti. E quindi hanno abbassato la guardia, hanno fatto una sorta di tana libera tutti, questo “aggravato” da un sistema fortemente federale, come è quello tedesco, dove le competenze tra il governo centrale e i Lander sono molto radicate nella gestione politica quotidiana. Nel senso che i presidenti dei Lander non sono i nostri governatori delle Regioni che spartiscono soltanto spesa pubblica. Sono personaggi importanti, tant’è vero che il cursus honorum tedesco prevede sempre una presenza prima a livello dei Lander e poi il passaggio a ruoli di governo centrale.

Difficile far passare le politiche sulla pandemia come invece è avvenuto in Italia?
Sì, perché a tutto ciò si aggiunge una componente culturale molto forte, cioè il ruolo della Corte costituzionale e dei tribunali, che per tradizione, dopo lo shock del nazionalsocialismo, sono attentissimi a difesa dei diritti costituzionali e allergici ad ogni proclamazione di stato d’emergenza. Ricordiamoci cosa avvenne a Weimar. Questo combinato disposto ha favorito la speranza, rivelatasi alla prova dei fatti una tragica illusione, di poter evitare delle decisioni drammatiche. Tanto è vero che nelle trattative di governi, il futuro ministro delle Finanze, il liberale Lindner, voleva che fosse adottata una linea “alla Salvini”, cioè niente green pass, tutti liberi etc… Salvo poi trovarsi all’improvviso con un paese che è esploso, con la Merkel che governava in prorogatio, e quindi si sono sbrigati a stringere un accordo quando ancora l’accordo non era pronto. Hanno partorito un accordino che accontenta un po’ tutti perché non danneggia nessuno. In Germania la persecuzione della cannabis di fatto non esiste, il voto ai sedicenni, bah, in un paese molto vecchio in cui i giovani non votano non credo che cambi granché. Non sono questi i problemi. I problemi sono altri. Sono Putin, sono la pandemia, sono la transizione ecologica e quella digitale. Francamente mi pare un governicchio, almeno per ora. Certo vedere Di Maio e la Baerbock (la leader dei Verdi, ndr), ministri degli Esteri ergersi contro Putin e i cinesi, ce ne vuole d’immaginazione…

A proposito di orizzonti. “Promuovere, spingere e portare avanti la sovranità europea sarà il nostro compito”, ha dichiarato il cancelliere in pectore Olaf Scholz. Su questo come la vede?
Intanto bisognerebbe stabilire cosa sia la sovranità europea. Vedo che c’è un dibattito molto forte sul tema stesso. Il più importante storico tedesco, Heinrich August Winkler, ha scritto un articolo a tutta pagina sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung contestando l’idea stessa di sovranità europea. Nel senso che la sovranità è nata, almeno storicamente, con gli Stati nazionali, e un sistema federale, come dovrebbe essere quello dell’Europa, secondo Winkler, dovrebbe ripensare il concetto stesso di sovranità, tanto è vero che lo stesso Macron che lo aveva usato, ha poi fatto marcia indietro parlando di autonomia strategica, che è un’altra cosa. Se invece vuol dire che Scholz – che è uomo di grande competenza e saggezza visto che viene dalla tradizione, come ho avuto modo di scrivere, del riformismo anseatico di scuola alla Helmut Schmidt – pensa d’impegnare la cancelleria tedesca a guidare l’Europa verso il passo ulteriore dopo Next Generation eu, benissimo. Se fosse così, sarebbe un messaggio molto positivo. Questo però significa fare delle scelte importanti. Ad esempio: è disposta la Germania ad aumentare il bilancio della difesa? Ma se aumenta il bilancio della difesa della Germania, che faranno gli altri paesi europei? Saranno contenti o avranno paura? Sono tutti temi che non vedo ancora ben trattati. Avrebbero avuto bisogno di più tempo, ma la pandemia ha funzionato da forcipe. Ha costretto a far nascere questo governo, e adesso il governo a tre, dovrà dimostrare di saper far fede alle promesse. Ricordiamoci, del resto, che Scholz ha vinto le elezioni dicendo “sono io Angela Merkel…”. E la Cdu, come hanno dimostrato ricerche appena pubblicate, ha perso il consenso elettorale perché molti della Cdu hanno proclamato basta con la Merkel, ora dobbiamo cambiare tutto. E la gente ha detto: ma se volete cambiare tutto, allora votiamo altri partiti. Cruciale, insisto su questo, sarà il modo come combatteranno la pandemia. E qui vorrei segnalare un fatto importante…

Quale, professor Bolaffi?
In Germania c’è una cultura, che ha alimentato anche il partito dei Verdi, che è molto critica verso la medicina tradizionale, quindi l’osteopatia, l’attenzione a metodi alternativi di cura, oltre a una forte allergia, dovuta anche alla storia tedesca, ad un controllo da parte dello Stato. Adesso questi due elementi potrebbero confliggere con l’oggettivo stato d’emergenza sanitaria, che richiede interventi abbastanza radicali. E qui si torna al sistema costituzionale tedesco e al potere dei Lander. Prendiamo i tre Lander più ricchi della Germania: la Baviera, il Baden-Württemberg e l’Assia. Tre Lander guidati da tre forze politiche differenti: la Baviera dalla Csu, il Baden-Württemberg da un Verde, l’Assia da un democristiano. Ebbene, tutte e tre hanno detto no, così non va bene, bisogna imporre addirittura la vaccinazione. E questo prima che nascesse il governo federale. Staremo a vedere. Lì i presidenti dei Lander stanno un po’ facendo quello che da noi hanno fatto i governatori delle Regioni in Italia: a contatto con il territorio, hanno un problema, forte. E non va poi dimenticato che sul confine orientale stanno avvenendo cose inaudite: Putin sta ammassando truppe nella zona occupata dell’Ucraina, usa la Bielorussia per ricattare l’Europa, dossier di crisi che chiameranno in causo il ruolo di primo piano della Germania.

In ultimo. Lei in precedenza ha fatto riferimento alla componente identitaria della Spd. Guardando all’Italia…
È la stessa cosa che ha cercato di fare Letta. Pure lui voleva il voto i sedicenni, e poi ha fatto quell’errore micidiale in Parlamento con il cosiddetto ddl Zan. Dirigenti storici della Spd, hanno detto che quel partito ha perso la bussola storica della trasformazione della società e si accontenta. Un discorso che non riguarda solo la Spd ma evidentemente anche il Pd in Italia, come il Labour Party in Gran Bretagna etc.

Accontentarsi di cosa?
Credono che puntando su temi fortemente identitari, possano sostituire quello che a loro manca, cioè un disegno strategico per la società del XXI° secolo. In Italia, c’è stato bisogno di Draghi.

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.