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Al Veneto cattolico non serve più un partito
Nel Veneto che per mezzo secolo ha vissuto l’egemonia politica e culturale democristiana, il fronte del no al fine vita ha perso su una materia che un tempo ne avrebbe compattato ogni componente. Vale la pena guardarlo da vicino, perché dice più sul cattolicesimo politico che sul fine vita.
Il 29 luglio il patriarca di Venezia Francesco Moraglia era intervenuto per avvertire che legiferare in materia «non può essere la scappatoia per aprire a forme di suicidio medicalmente assistito». Davide Lovat, di Resistere Veneto, aveva messo in guardia la Lega: votare con la sinistra su questo terreno sarebbe stato un suicidio politico e un tradimento del mandato ricevuto dall’elettorato cattolico veneto. Stefano Valdegamberi ha aperto i lavori con una pregiudiziale sull’iter, sostenendo che il testo non fosse passato per il vaglio delle commissioni: l’aula l’ha respinta. Pro Vita & Famiglia ha presidiato Palazzo Ferro Fini.
Nessuno di questi argomenti è stato smontato nel merito. Semplicemente non ha più un partito che li tenga insieme. L’elettorato cattolico veneto esiste ancora, e resta consistente; la sua rappresentanza si è dispersa fra una Lega che su queste materie vota per coscienza, una Fratelli d’Italia che vota per linea e un pulviscolo di liste identitarie che nell’assemblea contano poche unità. La Chiesa veneta parla, ma non ha più chi converta gli avvertimenti in voti.
C’è però una ragione più profonda della dispersione dei seggi. Il testo arrivato in aula non è quello caduto per un voto nel gennaio 2024: è passato per decine di emendamenti dei due schieramenti, ha recepito i vincoli posti dalla Consulta e ha incorporato buona parte delle cautele che i contrari chiedevano a tutela dei malati più fragili. Le obiezioni non sono state respinte, sono state metabolizzate. Sta qui la scomparsa della casa politica del Veneto bianco. I suoi principi non sono stati sconfitti, sono stati adottati, e si sono fusi con una maturità laica che ormai li dà per acquisiti senza bisogno di rivendicarli.
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