«Ho messo a disposizione di “L’Alternativa C’è” convintamente il simbolo di Popolo per la costituzione. Ci sono tantissime affinità e anche identità con i programmi, le idee, gli obiettivi politici e strategici tra “L’Alternativa C’è” e Popolo per la Costituzione. C’è voglia di opposizione nel Paese, di un’alternativa che non è adeguatamente rappresentata nei palazzi della politica. Credo che finalmente possa nascere quello per cui ho lavorato in tutti questi anni, costruire un polo alternativo a chi ha sgovernato il Paese fino ad oggi».

Lo ha sottolineato – racconta l’AdnKronosAntonio Ingroia, presidente di Popolo per la Costituzione, durante la conferenza stampa di presentazione dell’unione dei due simboli, alla quale hanno partecipato i senatori e diversi deputati di “L’Alternativa C’è”, ovvero il gruppo di fuoriusciti dal M5s vicini a Davide Casaleggio. «L’associazione dei due simboli ha una motivazione tecnica -ha spiegato- la senatrice Bianca Laura Granato – La componente parlamentare nel Gruppo Misto può nascere solo in associazione a un simbolo che si sia presentato alle ultime elezioni. Ma con Antonio Ingroia abbiamo verificato un’affinità politica e progettuale che lascia ben sperare in un percorso che potrebbe portare alla costituzione di un terzo polo, di alternativa ai partiti di sistema di centrodestra e centrosinistra che oggi governano tutti insieme».

«In questo Parlamento è venuta meno qualunque forza che rappresentasse una visione diversa della società italiana -ha sottolineato il senatore Mattia Crucioli– Visione che aveva il M5s, ma si è perduto; anche la Lega ha avuto per un certo periodo un’aspirazione antisistema, ma chi è andato al potere si è accomodato, ha avuto paura di fare brutta figura nei salotti buoni. Noi nel 2018 credevamo in un cambiamento radicale delle regole nella società italiana. Ma visto che non andava così siamo arrivati al no alla fiducia a Draghi. Da lì è nato un percorso di aggregazione, perché ognuno di noi se non si organizza nel Palazzo non conta nulla. Per incidere sulle battaglie dobbiamo organizzare le energie, l’azione parlamentare ed eccoci qui».