Si tiene oggi, a Napoli, al Centro congressi della Stazione Marittima, la nona Assemblea Nazionale IV.
La linea di IV è chiara: il mondo fuori richiede una maggioranza in cui liberal-democratici, riformisti e popolari siano decisivi nelle istituzioni europee.
I portavoce di IV, Alessia Cappello e Ciro Buonajuto, raccontano le aspettative, le idee e i prossimi passsi del partito. Qui di seguito, il contributo a cura di Alessia Cappello.

Finalmente al via l’Assemblea di Italia Viva. Il primo momento di ritrovo nazionale dopo il periodo di tensione che ha portato alla fine del Terzo Polo. Un momento per me carico di aspettative che spero ci consenta di raccontare le nostre idee per il futuro del Paese.

Mi auguro che sia l’occasione per rimettere al centro la politica, eliminando questioni altre che nulla hanno a che fare con il partito che vogliamo diventare. Non nego certo la delusione per quanto accaduto. Proprio io ci avevo creduto già nell’estate del 2021, in campagna elettorale per le Comunali di Milano, quando decidemmo di correre con una lista che comprendesse Italia Viva, Azione, Più Europa e un gruppo di civici, e che ci ha portati poi ad avere due consigliere comunali e me nominata Assessora.

Con quella sfida avevamo reso possibile un’unione che non era all’epoca immaginabile. Non a caso proprio io, infatti, ho avuto l’onore di aprire e condure la primissima convention del Terzo Polo che si è svolta a Milano il 2 settembre 2022 e che ha portato a risultati elettorali per le politiche con numeri a doppia cifra in città, raggiungendo anche il 25% in alcuni seggi. Quando tutto è finito, per motivi ancora difficili da comprendere, la delusione è stata grande.

Ma per chi ama la politica come me, per chi crede nella forza delle idee e nel coraggio di costruire il futuro, il meglio deve ancora venire. Ecco perché mi accingo a questa assemblea con grandi aspettative, certa che possa essere l’occasione per raccontare una visione di Paese e un percorso da fare insieme capace di avvicinare molti altri: liberali, democratici, popolari, cattolici, riformisti, europeisti, chi viene da una militanza in altri partiti (destra o sinistra), tutti davvero sono benvenuti.

A patto però che si condividano le idee e la voglia di costruire il domani con serietà e pragmatismo, senza ideologie. Sarà che mentre scrivo è il mio compleanno e che festeggio questi 38 anni con la notizia che aspettavo da tempo, l’arrivo di una creatura che porto in grembo; sarà che per riuscirci il percorso è stato difficile e che ancor di più lo è andare avanti conciliando un ruolo istituzionale che amo con una vita personale che ho faticato a realizzare; ma io all’assemblea voglio ancora rivivere l’emozione che ho provato la prima volta che ho messo piede alla Leopolda circa 12 anni fa, affascinata e convinta dalle idee di Matteo Renzi. Voglio tornare a provare quella sensazione per cui non importa chi sei o da dove provieni, conta solo la tua voglia di ragionare, approfondire, confrontarti con gli altri e poi fare sintesi, proposte, cambiare il Paese per renderlo un posto migliore per i nostri figli.

Redazione

Autore