L’audizione del magistrato antimafia e consigliere del Csm Nino Di Matteo in commissione parlamentare Antimafia, con la convocazione avvenuta a seguito delle accuse mosse in tv al ministro della Giustizia Bonafede in merito alla nomina di capo del Dap e gestione delle carceri, è stata oscurata dalle edizioni serali di Tg1 e Tg3.

L’accusa arriva da Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che in una lettera inviata dell’Agcom Angelo Marcello Cardani e ai commissari Antonio Martusciello, Mario Morcellini, Antonio Nicita, Francesco Posteraro ha denunciato quanto accaduto sulle reti pubbliche.

Anzaldi, rimarcando come l’audizione di Di Matteo fosse “un appuntamento molto atteso, anche per la grande importanza istituzionale della sede”, è stata “completamente ignorata dalle edizioni di prima serata del Tg1 (ore 20) e del Tg3 (ore 19). Difficile che si sia trattato di una svista, poiché i primi lanci di agenzia dall’audizione sono usciti intorno alle 15.30, quindi ben prima della messa in onda dei tg, e sono poi uscite decine di altre agenzie”, ricorda Anzaldi.

Nella lettera quindi Anzaldi chiede all’AgCom di valutare “se non sia opportuno un approfondimento di questo episodio”. “Viene da chiedersi, allora, se un telegiornale del servizio pubblico – scrive infatti Anzaldi nella lettera – possa permettersi di omettere totalmente un evento di tale rilievo istituzionale e giornalistico, se scegliere di non riportare tale notizia possa davvero rientrare nell’autonomia giornalistica o se invece non configuri altro. Il Contratto di Servizio prevede completezza e correttezza dell’informazione, a maggior ragione quando si tratta di eventi di alto valore istituzionale come un’audizione in commissione bicamerale Antimafia. In questo caso è stato rispettato?”, conclude il deputato di IV.