Carlo Sibilia ha qualcosa da nascondere. Niente di criminale, o di illecito, per l’amor di dio. Qualcosa che però metterebbe in pericolo la sua carica da sottosegretario (uscente) al ministero dell’Interno. Perciò il grillino si è preoccupato di ripulire i suoi account social dalle accuse all’ex Presidente della Banca Centrale Europea e attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi.

I post erano però stati salvati e pubblicati da Il Foglio, che in un articolo ha così svelato il repulisti dell’uomo che definiva “una farsa” lo sbarco dell’uomo sulla luna. Si parte dal 2014 quando scriveva in un post: “Draghi: ‘Stati Ue cedano sovranità su riforme strutturali’, come diceva l’ottimo Beppe Grillo: Vaffanculo!”. L’11 febbraio 2017 invocava perfino le manette, da buon grillino: “Piccoli #bankster crescono. Draghi ha dato il via al crack Mps che oggi paghiamo noi 20 miliardi. Andrebbe arrestato”. Il 15 febbraio 2017 tornava a dare del “bankster”, criminale finanziario: “E’ stato Draghi nel 2008 a ‘mettere Mps su un piano inclinato’. Oggi gli italiani pagano 8 miliardi per i suoi errori. #bankster”.

L’apice, probabilmente, nel 2014, quando con i colleghi di partito presentava presso la Procura di Roma, una denuncia “contro la finanza stragista” a carico “dei presunti cospiratori appartenenti al Gruppo Bilderberg, tra cui Monti, Draghi, Van Rompuy, Barroso e compagnia brutta, per la presunta violazione della Legge Anselmi” (quella che punisce le associazioni segrete che perseguono fini illeciti). Il 21 maggio del 2013, anche in Parlamento, aveva anche chiesto all’allora Presidene del Consiglio Enrico Letta se nelle riunioni del Bilderberg parlava con Draghi del complotto del “signoraggio bancario” attraverso cui la Bce “schiavizzava” l’Italia.

Proprio lui, lo stesso Sibilia, è stato tra i primi a sostenere l’ipotesi di un governo Draghi: “Sono contento che si stiano creando le condizioni migliori per poter interloquire al meglio e senza pregiudizi con Draghi al fine di formare un governo politico, nel solco della responsabilità indicata dal presidente della Repubblica. Alle sue parole, il M5s risponde come è nel suo stile fin dagli albori: con il contributo di idee, che sono sempre per noi prioritarie rispetto ai nomi”.

Oggi si vota la fiducia alla Camera, dove il sottosegretario uscente è stato eletto. In questi minuti Sibilia si è sentito in dovere di pubblicare un post a sostegno del governo, contro la spaccatura del Movimento che si è consumata ieri al Senato, e con la successiva espulsione di 15 onorevoli. “Acuire divisioni, giocare a spaccare, pensare alla politica senza tenere conto di questi numeri e di questa situazione significa aver perso un giro di giostra. Significa essere fuori dalla storia. Significa non aver capito le parole e le scelte del Presidente della Repubblica. Ovvero che il governo ‘non debba identificarsi con alcuna formula politica’. Ora la scelta sta a noi su che ruolo giocare: quello di consentire al Paese di ripartire al più presto guardando al futuro o quello di sbraitare, litigare, dividerci e spaccarci osservando gli altri, quelli dei quali ci siamo sempre detti migliori, spendere i 220 miliardi del recovery plan e smantellare quanto di buono fatto con il Presidente Giuseppe Conte. Anche i nostri iscritti hanno indicato la via e dobbiamo rispettarla”.

La partita dei sottosegretari è tutta aperta.