Populismo penale o scelta puramente politica? È uno degli interrogativi che si rincorrono in queste ore, alla luce dei risultati delle ultime elezioni amministrative tra Napoli e il Casertano. Il dubbio nasce attorno ai ragionamenti sulle possibili cause delle débâcle di alcuni candidati che, coinvolti in passato in inchieste giudiziarie, dopo l’assoluzione si sono rimessi in gioco politicamente, cercando forse nelle urne un’ulteriore occasione di riscatto. A eccezione di Pignataro Maggiore, tra Napoli e Caserta gli elettori non hanno premiato chi, dopo la battaglia giudiziaria, ha deciso di lanciarsi ancora una volta nell’agone politico.

A Napoli, per esempio, Antonio Bassolino non è riuscito a tornare da sindaco a Palazzo San Giacomo, dopo aver guidato la città dal 1993 al 2000, negli anni del cosiddetto “rinascimento napoletano”, e dopo aver attraversato un calvario giudiziario lungo 17 anni, 19 processi e altrettante assoluzioni. «Per la prima volta farò il consigliere comunale», ha affermato commentando a caldo il risultato elettorale (8,2% delle preferenze). A Caserta, invece, Pio Del Gaudio è riuscito a posizionarsi terzo con il 15% delle preferenze, un risultato che gli vale un posto in Consiglio comunale ma non la possibilità del ballottaggio che avverrà tra Carlo Marino e Giampiero Zinzi: «Siamo arrivati terzi ed è un ottimo risultato», ha scritto sulla sua pagina Facebook. Del Gaudio è stato sindaco di Caserta tra il 2011 e il 2015, quando fu sfiduciato dalla maggioranza e dopo poco arrestato nell’ambito di un’indagine anticamorra dalla quale è uscito pulito, assolto, la sua posizione archiviata su richiesta della stessa Procura ma solo dopo undici giorni di reclusione in carcere e una gogna che lo stesso Del Gaudio ha raccontato nel libro Guai a chi ci capita.

A Villa Literno è stato invece Enrico Fabozzi a tentare (senza successo per soli sette punti percentuali, 46,87% contro il 53,13% di Valerio Di Fraia, alla fine eletto sindaco) di rientrare in politica dopo gli anni di indagini e processi da cui alla fine è stato assolto. Fabozzi, primo cittadino di Villa Literno tra il 2003 e il 2009, fu arrestato nel 2011 per le dichiarazioni dei pentiti del clan dei Casalesi, è stato assolto a febbraio 2021 in appello con la formula «perché il fatto non sussiste» e a giugno ha ottenuto il proscioglimento nell’ambito di un’indagine sulla gestione del consorzio unico di bacino nel settore dei rifiuti.

Sconfitto anche Dionigi Magliulo, candidato sindaco a Villa di Briano, Comune di cui fu primo cittadino nel 2015 quando venne indagato per voto di scambio. L’inchiesta penale gli impedì, in quello stesso anno, di candidarsi alle Regionali mentre l’assoluzione, arrivata nell’ottobre 2020, gli aveva dato la possibilità di riproporsi alle ultime comunali: il sindaco uscente, Luigi Della Corte, lo ha superato con il 63% delle preferenze. Unica eccezione, dicevamo, quella di Pignataro Maggiore: Giorgio Magliocca, presidente della Provincia di Caserta, è tornato a fare il sindaco della cittadina. Aveva guidato la giunta già tra il 2002 e il 2011, prima che un’inchiesta dell’Antimafia lo tenesse dieci mesi e mezzo tra carcere e domiciliari per accuse dalle quali è stato assolto già in primo grado, con rito abbreviato.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).