Quando sono tornato dall’asilo sono caduto dalle scale.” Il bambino, di appena sei anni, avrebbe dovuto raccontare a tutti questa versione, concordata con la mamma e con il suo compagno, che lui chiamava papà nonostante non lo fosse. La verità però era ben altra e lui era vivo per miracolo: un delicato intervento gli aveva salvato la vita.

La vicenda

Il bimbo era arrivato in ospedale in condizioni gravissime, scrive Repubblica: l’intestino ‘sembrava come esploso’. Era metà gennaio e lui si era appena risvegliato. Queste le parole che avrebbe dovuto riferire: “Sono inciampato e rotolato, poi ho pianto. Mamma mi ha dato acqua e zucchero, è andata al lavoro e io sono rimasto con papà. Papà è bravo. Abbiamo guardato la televisione. Io ero stanco e ho mangiato i biscotti. Quando mamma è tornata le ho detto che stavo male e lei ha chiamato l’ambulanza”.

Guai a dire che era stato picchiato: altrimenti l’avrebbero portato via. In cambio avrebbe ottenuto la Playstation. Ma in realtà il compagno della madre, un uomo di origini marocchine di 23 anni, l’aveva massacrato di botte, legandogli mani e piedi e colpendolo con molti pugni alla pancia. Tanto da creare gravi danni all’intestino, al pancreas, ai reni e ai polmoni. I medici avevano subito capito che il bambino non poteva essere caduto: così è partita la segnalazione alla Procura, che ha disposto le intercettazioni. La mamma del piccolo però continuava a negare.

La confessione 

Quando l’uomo è finito in carcere dai domiciliari- era infatti già coinvolto nella vicenda delle vetrine delle boutique di lusso spaccate in via Roma a Torino- la donna ha confessato tutto. Facendo emergere un quadro a dir poco inquietante: il bambino veniva regolarmente picchiato e maltrattato. Il patrigno lo spaventava con le frasi del film horror ‘It’: “Ti uccido, oggi ti uccido“. Una volta l’aveva fatto uscire sul balcone quando era ancora bagnato dopo la doccia. Anche le maestre si erano accorte che qualcosa non andava, dato che il bimbo era sempre malaticcio, troppo magro, e si addormentava. Una volta ha vomitato e chiesto alle insegnanti di non dire nulla, dato che il patrigno l’aveva costretto a mangiare del sale: aveva già vomitato e lui l’aveva sgridato.

Anche la madre veniva picchiata. Incinta di 7 mesi, lui l’aveva colpita alla schiena, facendole perdere del sangue; in un’altra occasione le aveva rotto il naso. Dopo le testimonianze, è stato accusato di tentato omicidio e maltrattamenti sia al bimbo che alla compagna.

il 23enne, difeso dall’avvocato Basilio Foti, non ha risposto all’interrogatorio di garanzia, ma ha ora deciso di collaborare con gli inquirenti. Secondo quanto confermato dal suo legale a LaPresse, l’uomo sarà sentito dopo Pasqua dal pm titolare del caso, Enzo Bucarelli, per dar conto della sua versione dei fatti. “Racconterà la verità“, ha spiegato l’avvocato.