I contagi sono in salita, ieri nel Lazio hanno toccato quota 1229, nuovo record negativo. Per l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato il tempo è finito. Terminato con la dose booster agli over 40 (ora disponibili a partire dal 22 novembre), rilancia: “È ora di aprire alla terza dose per tutti, senza vincoli di età”, si rivolge al ministro della Salute Roberto Speranza: “Non c’è più tempo da perdere, in una fase di recrudescenza del virus come questa bisogna agire prima – dice l’assessore dai suoi uffici a via Cristoforo Colombo – non si può più ragionare a fasce d’età, l’unico limite deve essere quello dei 180 giorni dall’ultima somministrazione”.

L’idea dell’assessore è portare avanti, anche per chi ha ricevuto in prima battuta Pfìzer, Moderna o AstraZeneca, la stessa strategia messa in atto per J&J, che infatti già non prevede vincoli di età, ma solo temporali. “Anzi – aggiunge – riduciamo l’intervallo a 150 giorni invece che a 180, come già stiamo chiedendo”. Da giorni D’Amato si è fatto insistente nella richiesta di anticipare i tempi di attesa per fare la terza dose. “Comprendo che i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale siano frutto di una serie di valutazioni canoniche, ma in questo modo continueremo a correre con un mese di ritardo rispetto al virus. Oggi abbiamo fatto 3OOmila terze dosi, se avessimo anticipato già saremmo al doppio”.

A questo si aggiunge un’altra preoccupazione, l’effettivo numero di persone che hanno i requisiti per il booster. “In questo momento gli over 40 che hanno concluso il ciclo da 180 giorni sono troppo pochi per fare davvero la differenza – continua l’assessore -. I numeri diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità sono chiari, le persone tra i 30 e 50 anni sono quelle con la maggiore incidenza di contagio, questo è un ulteriore elemento che avvalora la tesi di accorciare i tempi e aprire a tutte le età”.

Un problema sollevato anche da migliaia di fragili under 40, che si sono vaccinati in anticipo rispetto ai coetanei ‘sani’, ma pur avendo patologie che li espongono a maggior rischio in caso di contagio, in questa fase non possono fare altro che attendere che venga chiamata la loro età.

La Regione, da sola, non può fare altro che sensibilizzare il Governo sulla strada da intraprendere. Intanto cerca di incentivare la popolazione al richiamo. E così, questa domenica lancia 6 appuntamenti “open”; domenica 21 novembre le strutture del San Giovanni Addolorata, San Camille (hub di via Quirino Majorana), Policlinico Umberto I (presso il centro Eastman), Vela – Policlinico Tor Vergata, parcheggio di lunga sosta a Fiumicino e ex caserma Bosi di Rieti saranno aperte a tutti, dalle 8 alle 20, per somministrare terze dosi. Per accedere, senza appuntamento, basta avere più di 40 anni e aver superato i 180 giorni dall’ultima somministrazione. A disposizione dei cittadini circa 400 dosi per struttura.

Riccardo Annibali