Una fumata nera che desta nuovo imbarazzo. Il governo Conte neanche nella serata di martedì, in sede di Consiglio dei ministri, è riuscito a risolvere il ‘caso Calabria’, dove ancora oggi non c’è un commissario ad occuparsi della sanità dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli e Giusepppe Zuccatelli, più la rinuncia all’incarico di Eugenio Gaudio.

Sul tavolo fino alla mezzanotte inoltrata c’erano due nomi: quello di Narciso Mostarda e di Luigi Varratta. Il primo è stato proposto dal Partito Democratico: si tratta del 58enne direttore generale della Asl 6 di Roma, medico specializzato in neuropsichiatria infantile e in passato assessore al Comune di Frosinone per il partito di Nicola Zingaretti; il secondo è invece il nome proposto dal Movimento 5 Stelle, con un passato di prefetto a Crotone e a Reggio Calabria e da subcommissario alla sanità a Bari.

Uno scontro che si è risolto nell’ennesimo rinvio per lo stallo tra i due partner di maggioranza, con la decisione che ora spetterà al premier Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio potrebbe però orientarsi, arrivati a questo punto, su un’altra figura per il ruolo di commissario calabrese.

Secondo alcuni retroscena Conte sarebbe pronto a chiedere ad Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico scientifico, di diventare commissario per la sanità in Calabria. Per il Corriere della Sera Miozzo dovrebbe dare una risposta al premier nel pomeriggio.

Su Mostarda nella serata di ieri era scoppiata una polemica per alcuni post pubblicati dal dirigente della Asl 6 di Roma su Facebook, datati 2013. All’epoca il ‘candidato’ del Pd per la Calabria pubblicava una catena di Sant’Antonio rimasta nella storia del web in cui dichiarava su Facebook di non autorizzare lo stesso Facebook a usare i dati che egli pubblica sul social. Ironia della sorte, anche l’ex commissario Giuseppe Zuccatelli pubblicò lo stesso post.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia