La situazione, in Italia, continua ad essere drammatica ma non seria. Partiamo da Vannacci che dovrebbe essere un agente politico di obbedienza russa in servizio permanente effettivo, che nelle elezioni di Reggio Calabria – dove ha tentato un colpo di mano ingaggiando addirittura un esponente politico di Forza Italia – ha mandato tutto in vacca utilizzando l’intelligenza artificiale, uno degli strumenti più sofisticati usato dai russi nella guerra ibrida, per manomettere in chiave sessista l’abbigliamento dell’onorevole Matilde Siracusano: idiozia allo stato puro.

Le cose però non si fermano affatto qui. Il nostro paese, come il resto del mondo, sta affrontando una crisi gravissima per l’esplosione del prezzo del petrolio provocata dalla guerra tra Trump e l’Iran. Se c’è una questione che dovrebbe essere affrontata di comune intesa fra governo e opposizione è proprio questa. Esistono anche le condizioni politiche perché a suo tempo il governo prese le distanze dalla iniziativa assunta in modo estemporaneo da Trump. A dire il vero Schlein si mosse proprio in questo senso, inviando a Meloni una lettera bella e argomentata per aprire un confronto. Non l’avesse mai fatto: il trio Conte-Bonelli-Fratoianni ha subito infilzato la segretaria del Pd che è stata costretta ad una precipitosa ritirata.

Un’altra questione assai delicata che riguarda una tematica fra le più sensibili vista la nostra storia, è l’antisemitismo. Nel 1938 il regime fascista promosse le leggi razziali con conseguenze drammatiche per la vita quotidiana di migliaia di nostri concittadini. Poi ci furono deportazioni e l’olocausto. A fronte di un ritorno, non solo in Italia ma nel mondo, dell’odio antiebraico, incentivato dalla vicenda del 7 ottobre, è stato proposto un disegno di legge i cui punti fondamentali, qualche anno fa, furono già votati anche da Schlein nel Parlamento Europeo. Ebbene, oggi questo testo non viene votato dal principale partito della sinistra con la motivazione del tutto falsa che esso potrebbe essere utilizzato per censurare le critiche al governo Netanyahu. La ragione vera è che fra Pd, M5S e Avs c’è una serrata concorrenza elettorale per accaparrarsi il voto dei pro-Pal (parte dei quali sono anche pro Hamas): ed è per questo motivo che non è conveniente per nessuno di loto votare quel testo. Giustamente Emanuele Fiano, già parlamentare dem e oggi presidente della associazione Sinistra per Israele, ha affermato che non votando quel documento il Nazareno si crocifigge.

Per concludere veniamo a una vicenda che riguarda la caratterizzazione politica, culturale e programmatica del campo largo. Finora l’unica forza che ha messo sul tavolo le carte è stato il M5S che ha presentato una piattaforma assai chiara in tutti i punti: orridi, filoputinisti, filocinesi in geopolitica, ultragiustizialisti riguardo i diritti e catastrofici sul piano della spesa pubblica (c’è’ chi ha calcolato che la piattaforma approvata dal Movimento costi circa 140 miliardi). Del resto i precedenti come reddito di cittadinanza e superbonus vanno proprio in questa direzione. Ma la maggioranza del Pd si è guardata bene dal contrapporre una piattaforma di stampo riformista, europeista, atlantista altrettanto coerente. Schlein ha detto che esistono tutte le condizioni per arrivare a un testo comune sul quale poi fare le primarie.

Francamente il fatto che la coalizione di sinistra sia caratterizzata da simili contraddizioni suscita fortissime preoccupazioni. Per carità, non sfuggono le contraddizioni del centrodestra e della estrema destra (vedi per un verso Salvini, per altro Vannacci) seppur mitigate da Meloni e Forza Italia. In ogni caso è certamente materia di ulteriore angoscia che per la prima volta nel nostro paese entrambe le due coalizioni fondamentali siano caratterizzate da differenze significative sulla decisiva questione della politica estera.