Confusione totale sulle riaperture tra Regioni previste per il 3 giugno. Tra batti e ribatti, affondi e repliche, accuse e scuse; la questione ha sollevato un polverone tra sindaci, presidente di Regione e governo negli ultimi giorni. E oggi, alla vigilia della conferenza tra l’esecutivo e i governatori prevista per domani proprio sulla questione della mobilità, spunta un’altra ipotesi: la riapertura potrebbe essere posticipata di una settimana, e quindi al 10 giugno. E questo perché Palazzo Chigi vorrebbe scongiurare una riapertura differenziata, che escluderebbe le Regioni più colpite dal virus, come Lombardia e Piemonte.

Lo scrive Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera. L’ipotesi 10 giugno sarebbe caldeggiata dal ministro della Salute Roberto Speranza, che vorrebbe procedere con cautela come consigliato dagli scienziati. Una misura che sicuramente darebbe seguito alle polemiche degli ultimi giorni, durante i quali diversi faccia a faccia si sono replicati tra il sindaco di Milano Beppe Sala, quello di Napoli Luigi de Magistris; i Presidenti della Regione Sardegna Christian Solinas e della Sicilia Nello Musumeci che avevano paventato la possibilità di sottoporre a test le persone in entrata. Ieri il direttore della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta aveva lanciato una dura accusa di aggiustamenti dei dati da parte della Lombardia. Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha respinto che vengano imposti dei test e quindi la creazione di patenti di immunità (“Non esistono e sono contro la Costituzione”). Boccia ha spiegato anche che “misure restrittive rispetto ai decreti non sono vietate, ma devono essere comunque in linea. Altrimenti impugneremo i provvedimenti davanti al Tar”.

Non è escluso che, qualora la riapertura dovesse avvenire il 3 giugno, si debba osservare in alcune aree una cosiddetta “quarantena breve”. Non specificata la lunghezza di tale misura. Decisivi per la decisione potrebbero essere i dati, attesi per oggi, del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e quindi dell’Rt, il tasso di contagiosità del coronavirus, di ogni Regione. I numeri della Regione Lombardia continuano a preoccupare: sui 593 nuovi casi registrati ieri in tutta Italia, 382 i positivi in Lombardia, 58 in Piemonte, 74 in Emilia Romagna. Le tre Regioni contano l’87% del totale.