Chi si aspettava un coro unanime di proteste, una levata di scudi da parte di tutto il Pd campano in difesa dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  e contro il sindaco di Napoli Luigi de Magistris per le dichiarazioni rilasciate nel suo intervento al programma tv “Non è l’Arena” contro l’ex presidente a proposito della trattativa Stato-mafia, è rimasto deluso. L’ex assessore della giunta arancione Bernardino Tuccillo ha sollevato la riflessione con un post sulla sua pagina Facebook che ha stimolato un dibattito seguito da quasi un centinaio di interventi in poco tempo, segno che il tema è sentito e e la discussione stimola riflessioni più ampie. Inevitabile l’analisi politica che va oltre le parole pronunciate da de Magistris nella trasmissione televisiva raccontando del suo passato da magistrato. Analisi che guarda al presente e all’immediato futuro, puntando la lente sulle dinamiche che interessano più da vicino i temi della città.

“De Magistris lancia accuse molto gravi a Napolitano, fondatore del Pd e votato, su proposta dei Democratici per due volte alla Presidenza della Repubblica, e dai dirigenti democrats campani registro un assordante silenzio – osserva Tuccillo che della giunta arancione ha fatto parte come assessore al patrimonio e al personale fino alle sue dimissioni nel maggio 2013 – Singolare la posizione del sindaco… – aggiunge – Napolitano si sarebbe macchiato di comportamenti riprovevoli, ma con il suo partito, diretto da suoi uomini e discepoli si stringe un’alleanza per portare Ruotolo al Senato, si chiede un patto di fine consiliatura per consentire alla sua traballante amministrazione, senza maggioranza, di tirare a campare fino al 2021, e si implora un’intesa per le regionali. Siamo alle solite – aggiunge l’ex assessore parlando del sindaco – Uomo di lotta nei giorni pari e di governo in quelli dispari. La consueta, consunta, “doppia morale” già sperimentata da tempo con le acquisizioni di candidati e consiglieri di destra proposti nelle sue liste”. Tuccillo si schiera quindi tra coloro che, come l’ex senatrice Graziella Pagano, difendono l’ex presidente Giorgio Napolitano. Intervenendo al programma di Giletti su La7, il sindaco di Napoli aveva raccontato di aver subìto pressioni per non indagare sulla sinistra.

“La critica e il dissenso sono il sale della democrazia ma qui si tratta di accuse gravissime, non di critica”, commenta Tuccillo. Gli fanno eco vari esponenti del centrosinistra nazionale. “Esprimo solidarietà a Giorgio Napolitano”, afferma il deputato Pd Walter Verini. “Al presidente si deve soltanto gratitudine per l’autorevolezza, la dedizione e l’equilibrio con cui ha rappresentato la suprema istituzione della Repubblica in anni di profonda crisi politica” interviene Piero Fassino. Roberta Pinotti (Pd) parla di “indegni attacchi” e “accuse gravi e scomposte”. Da Venezia l’onorevole Nicola Pellicani aggiunge: “Per me il presidente emerito rappresenta un esempio da seguire”. In Campania Valeria Valente, senatrice Pd eletta a Napoli, critica De Magistris: “Il sindaco non perde un’occasione giusta per tacere. In questo periodo, invece di occuparsi di Napoli e della pandemia da Coronavirus è stato più in televisione che nella nostra città”. “Contro il presidente emerito Napolitano accuse inammissibili” per la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando. “Infamanti insinuazioni” per la presidente del Gruppo per le autonomie al Senato, Julia Unterberger. Mentre Marco Silvestroni, deputato Fdi, fuori dal coro afferma: “La sinistra non alzi polveroni sulle parole di de Magistris rivolte a Napolitano. Perché il giudizio sull’altissimo profilo istituzionale e sulla lealtà con cui ha servito la patria Napolitano va lasciato alle pagine di storia”.