Sui soldi alla Casaleggio Associati si allarga l’inchiesta, per il momento a “modello 45”, ovvero senza accuse o indagati, portata avanti dal pool anticorruzione della Procura di Milano. Nel mirino, come Il Riformista aveva denunciato negli scorsi mesi, le consulenze milionarie alla società di Davide Casaleggio, che con la sua Rousseau era legato a doppio filo al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo.

Non solo i due milioni e 400mila euro incassati dalla Philip Morris: al setaccio, scrive La Stampa, c’è anche una seconda consulenza, quella da un milione e 200mila euro incassati dalla Moby, la compagnia di navigazione dall’armatore napoletano Vincenzo Onorato.

Consulenze milionarie, per un valore di 3,6 milioni di euro, arrivate durante il periodo in cui i 5 Stelle erano già al Governo e che aveva portato Bankitalia a lanciare l’allarme con una “segnalazione di operazione sospetta” ai pm.

Proprio Bankitalia, sui pagamenti a Casaleggio e al sito Beppegrillo.it, scriveva in una nota che “sebbene l’amicizia tra Onorato e Beppe Grillo sia di vecchiata, non si può escludere che l’esborso di ingenti somme a favore della società di Grillo e della Casaleggio & Associati rappresenti il tentativo di sensibilizzare una forza politica di governo a sostenere la campagna per modificare le norme sull’imbarco dei marittimi sulle navi italiane”.

Secondo il giornale torinese negli scorsi mesi gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno acquisito negli scorsi mesi parte della documentazione in merito alle consulenze dalla sede della Casaleggio.

Consulenze fondamentali per il bilancio della società: nel secondo semestre del 2018, quando il M5S sale al governo con la Lega, rappresentano il novanta per cento del fatturato. Negli anni 2018-2019 infatti la società del figlio del cofondatore 5 Stelle Gianroberto riceverà da Moby un milione e 100mila euro, mentre un milione e mezzo dalla società americana Philip Morris.

Una strategia a tutto tondo quella di Onorato sulla quale la magistratura milanese vuole vederci chiaro: oltre ai soldi alla Casaleggio per “sensibilizzare le istituzioni sul tema dei marittimo” e per “raggiungere una community di riferimento di 1 mln di persone”, ci sono 200mila euro versati alla Beppe Grillo srl per un contratto che va dal marzo 2018 al marzo 2020 “volto ad acquisire visibilità pubblicitarie per il proprio brand sul blog”, ma anche 200mila euro alla Fondazione Open vicina a Matteo Renzi, 100mila euro al Comitato Change legato al presidente della Liguria Giovanni Toti, o i 90mila euro al Partito Democratico.

Tutte cifre allegate alla relazione tecnica del concordato preventivo in merito alla Cin, Compagnia italiana di navigazione del gruppo Onorato, ritenuta insolvente. Giovedì infatti la Procura di Milano ha depositato al Tribunale la richiesta di fallimento nei confronti della società dell’armatore napoletano.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia