Rilasciato su cauzione uno dei quattro agenti arrestati per la morte di George Floyd. Si tratta di Thomas Lane. La famiglia dell’uomo ha pagato i 750mila dollari necessari per la scarcerazione. Su internet i parenti avevano lanciato una raccolta fondi. L’ex agente si trovava nel penitenziario della contea di Hennepin. Earl Grey, l’avvocato di Lane, ha dichiarato allo Star Tribune che il denaro per la cauzione era stato raccolto grazie ai fondi raccolti su una piattaforma di crowdfunding.

Lane, 37 anni, era stato licenziato come gli altri tre colleghi coinvolti nel caso che ha scatenato proteste e violente manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. L’agente, il pomeriggio del 25 maggio, era arrivato con la prima delle due pattuglie intervenute sulla 38esima strada a Minneapolis, nello Stato del Minnesota. Derek Chauvin, l’agente accusato di omicidio, era giunto sul posto nella seconda volante. Fu lui a premere per oltre 8 minuti il ginocchio sul collo di Floyd, mentre quest’ultimo era immobilizzato a terra inerme. Lane è quindi accusato di complicità nell’omicidio di Floyd. 

Non si fermano le proteste in atto da ormai oltre due settimane negli Stati Uniti. In diverse città le amministrazioni, i cittadini, le organizzazioni hanno richiesto di rimuovere alcune statue raffiguranti personaggi coinvolti nel traffico di schiavi o in politiche razziste. Il sindaco di Houston, in Texas, Sylvester Turner, ha firmato un’ordinanza esecutiva per avviare la riforma della polizia; mentre almeno dodici città hanno messo al bando le manovre di soffocamento attuate dalla polizia durante l’arresto. Tra queste Phoenix, Los Angeles, Sacramento, San Diego, Broward County (Florida), Miami, Chicago, Washington DC, Minneapolis, New York, Denver e Houston. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato intanto a minacciare l’uso dell’esercito, in particolare nella città di Seattle.