Matteo Salvini torna a Catania per il secondo atto del processo Gregoretti. Il segretario della Lega è accusato di sequestro di persona. Il secondo atto è terminato intorno alle 13:20, nell’aula bunker del carcere Bicocca. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà ascoltato il 28 gennaio come testimone nel procedimento a Palazzo Chigi. Nessun passo indietro da parte del leader leghista che rivendica le responsabilità anche degli altri membri di quel governo Conte 1, e quindi del premier e dell’altro viceministro Luigi Di Maio, oggi agli Esteri, e dell’allora titolare ai Trasporti Danilo Toninelli, in particolare. “Io rivendico con orgoglio quello che abbiamo fatto con i colleghi. Per me la coerenza e la dignità sono dei valori. Io mi assumo, insieme ai colleghi che lavoravano con me, il successo delle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina”, ha detto il leader della Lega in conferenza stampa, con il suo avvocato Giulia Bongiorno, dopo l’udienza preliminare. “Mai combatterò un avversario politico in un’aula di tribunale, si combattono con le idee. Mi spiace per la quantità di tempo e denaro che gli italiani stanno spendendo, perché qualcuno in Parlamento ha deciso di fare un processo politico”.

Dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “non mi aspetto complimenti, favori e bugie, mi aspetto la verità. Ha detto più di una volta che ‘io facevo ricollocare, io facevo sbarcare’. Ci sono anche dei video che abbiamo portato in aula. Non dica ‘non ricordo, non ricordo’ come qualcuno oggi”, ha continuato Salvini, aggiungendo che in aula “mi sono limitato a ricordare i numeri. Vado orgoglioso di quello che ho e che abbiamo fatto. I numeri: ridotti del 50% i dispersi nel Mediterraneo e sostanzialmente azzerato, da 83 a 4, i morti. I numeri ci danno ragione. Abbiamo salvato vite, abbiamo rispettato le norme sia italiane che internazionali”. Stilettate e bordate lanciate al governo: sull’alleanza, sul Recovery Fund, sulla gestione dei soldi. “Ritengo improbabile andare a votare a marzo in piena campagna vaccinale”.

Non tutto da buttare in quel governo Giallo-Verde: Salvini riconosce la correttezza dell’allora titolare dell’Economia Giovanni Tria. “Ho ringraziato il ministro Tria, che non c’entra nulla con la Lega e con cui ha avuto anche da ridire quando eravamo al Governo, che quest’estate ha detto che ‘la responsabilità sulle politiche di immigrazione era collegiale e tirarsene fuori dopo non è elegante. Nessuno si è mai espresso in disaccordo'”.

Tutt’altro discorso per Danilo Toninelli. “Tantissimo imbarazzo per Toninelli. Tutto mi sarei aspettato, ma non dire ‘no, non partecipavo, non mi ricordo’. Io ero in quel governo e ricordo benissimo quello che accadeva. Prendevano tutte le decisioni insieme. C’erano Toninelli, Moavero, il presidente Conte, Salvini e Di Maio. Io che non facevo parte di quelle riunioni, ma ricordo lucidamente che scrivevo a mio figlio che avrei fatto notte, perché nella stanza accanto stavano decidendo chi fare sbarcare e chi no”, ha detto la senatrice della Lega e difensore di Matteo Salvini, Giulia Bongiorno. “Salvini ha sempre detto che rivendica la linea del Conte 1 e che è una linea condivisa da tutti i ministri competenti”.

L’ex ministro grillino aveva infatti dichiarato: “Stanno circolando versioni gravemente alterate e false della mia deposizione sul caso Gregoretti. Non esiste alcuna mia dichiarazione su una fantomatica firma del decreto relativo alla nave Gregoretti a me attribuibile in quanto, ed è un dato oggettivo, nessun provvedimento di divieto di sbarco è stato mai assunto con riferimento a tale imbarcazione. Ed è ovvio perché si tratta di nave militare dello Stato italiano. Di conseguenza, non esiste alcun mio ‘non ricordo di aver firmato il decreto per il semplice fatto che non vi è mai stato un decreto per tale vicenda. Il mio ‘non ricordo’ si riferiva ai decreti di divieto di sbarco per la nave dell’ong Open Arms. Fatti, questi, intorno ai quali ho deposto in termini di verità e trasparenza. Diffido, pertanto, le testate giornalistiche dal continuare la diffusione di una notizia falsa, riservandomi il diritto di querela”. ha detto l’ex ministro, oggi senatore Danilo Toninelli,

Antonio Lamorte