L’affare Osimhen-Napoli torna nel mirino. A due mesi dall’assoluzione decisa dalla giustizia sportiva per il caso delle plusvalenze, è la Procura di Napoli ad insistere sul patron del Napoli calcio e i vertici del club. La notizia, ieri, ha fatto rapidamente il giro. È bastato l’arrivo della guardia di finanza nelle sedi della società Ssc Napoli a Castel Volturno e a Roma per scatenare il putiferio mediatico. «Le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli sono finalizzate all’esecuzione dei provvedimenti richiesti dall’autorità inquirente francese e di quelli emessi dalla Procura di Napoli» si legge nella nota, in burocratese giudiziario, diffusa dagli inquirenti poco dopo il polverone mediatico.

Insomma, i pm di Napoli puntano al mondo del calcio. Aurelio De Laurentiis, difeso dall’avvocato Fabio Fulgeri, risulta iscritto nel registro degli indagati per ipotesi di dichiarazione fraudolenta e falso in bilancio. Il falso in bilancio è ipotizzato anche nei confronti della moglie Jacqueline Baudit e del figlio Eduardo (entrambi vicepresidenti), nonché della figlia Valentina e di Andrea Chiavelli, in qualità di consiglieri delegati del CdA della società sportiva calcio Napoli spa. Tutto ruota attorno al passaggio dell’attaccante Victor Osimhen dal Lille al club azzurro e al trasferimento di tre calciatori delle giovanili del Napoli. Nel corso delle perquisizioni di ieri la guardia di finanza ha acquisito, in particolare, la documentazione relativa alla compravendita dell’attaccante nigeriano che era stata già oggetto delle valutazioni della Procura federale e, il 15 aprile scorso, dell’assoluzione sentenziata dalla giustizia sportiva.

Ora si accendono di nuovo i fari su questa vicenda da una prospettiva penale e in un’indagine sull’asse Italia-Francia. A dare la spinta all’inchiesta napoletana, un ordine di indagine europeo da parte della Procura Jirs (Juridiction interregionale specialisée) del Tribunale giudiziario di Lille. Sotto la lente il trasferimento di Osimhen al Napoli avvenuto nell’estate del 2020 per 70 milioni di euro. Si ipotizzano irregolarità collegate alla compravendita, tra i due club, dei diritti alle prestazioni sportive. La questione, dicevamo, è quella delle plusvalenze che il Tribunale federale aveva già bollato come un nulla di fatto, mettendo un punto al dibattito tra Procura e difensori sui parametri per stabilire il valore di un calciatore e facendo passare la linea difensiva in base alla quale, come ribadito dall’avvocato Mattia Grassani, sostenere che un calciatore del calibro di Osimhen potesse valere 20 milioni di euro in più o in meno sarebbe equivalso a snaturare la libera contrattazione del club francese. Di qui l’assoluzione. Ora l’indagine penale della Procura napoletana riapre il caso.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).