Il centrodestra unito contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno depositato questa mattina al Senato una mozione di sfiducia contro il Guardasigilli per “evidente incapacità e inadeguatezza”. Ad annunciare la mossa dell’opposizione è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che ha chiesto chiarimenti “sulle nomine, su cos’è accaduto, su pressioni o omissioni”.

L’ex ministro sottolinea di non sapere “se abbia ragione il giudice Di Matteo o il ministro Bonafede, entrambi non possono aver ragione. Se ha torto un magistrato, è grave. Se ha torto il ministro, è doppiamente grave. Questa è solo l’ultima di una serie di inadeguatezze, di incapacità, di oltraggi a decenni di lotta alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta che non possono essere ulteriormente tollerate anche per rispetto di chi lavora nelle carceri: donne e uomini in divisa della polizia penitenziaria, medici, volontari. Non basta la dimissione tardata e forzata del capo dell’amministrazione penitenziaria. Sono contento che, smentendo tutti quelli che scrivono che l’opposizione è divisa, se si lavora con buona volontà si trova un impegno comune. Non è un attacco a una persona: un ministero così importante deve preoccuparsi che durante il Covid i mafiosi stiano in galera e non che escano di galera. Anche perché più di un giudice mi ha detto: ‘Che rischio hanno di ammalarsi se sono in isolamento e al 41 bis?'”, ha quindi sottolineato Matteo Salvini in merito alla sfiducia.

L’ex ministro ha poi lanciato una sorta di appello a una parte della maggioranza: “Conto che anche dentro la maggioranza ci sia qualcuno che si sta ponendo le stesse domande. Perché non è una questione di destra o di sinistra: sono usciti dei delinquenti che dovrebbero stare in carcere a vita senza una motivazione plausibile e altri ne usciranno. Sono contento che si offra agli italiani la possibilità di andare oltre perché si è portata fin troppa pazienza”.

LA DIFESA DI BONAFEDE IN SENATO – Da parte sua il Guardasigilli è tornato in Aula, questa volta al Senato, per discutere della vicenda Di Matteo e delle scarcerazioni. Bonafede ha annunciato infatti nuove misure per fare fronte alle scarcerazioni permesse dalla normativa emergenziale Covid: “Il cerchio si chiude con il decreto legge in cantiere che permetterà al magistrato di sorveglianza di rivalutare le misure nella fase due”.

Quanto alle accuse arrivata da Nino Di Matteo, il ministro ha ribadito ai senatori che “nel giugno 2018 non vi fu alcuna interferenza diretta o indiretta nella nomina del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Le esternazioni di alcuni boss erano già note al ministero dal 9 giugno 2018 e furono oggetto di specifica interlocuzione con il dottor Di Matteo in una prima telefonata con lui. Circostanza che conferma la totale assurdità delle illazioni portate avanti nel dibattito politico di questi giorni”. Ha tenuto a precisare il ministro”.

Per questo Bonafede ritiene “totalmente infondato il collegamento tra questi fatti e le scarcerazioni di cui si è parlato in questi giorni, frutto di decisioni di magistrati che hanno applicato leggi previgenti che nessuno aveva mai modificato fino al decreto legge approvato la scorsa settimana da questo governo, con il quale si stabilisce che, rispetto alle istanze di scarcerazione, è obbligatorio il parere della Direzione Nazionale e delle Direzioni distrettuali Antimafia”.