Beppe Grillo spariglia, arriva e crea il panico, un po’ di ordine forse, a consultazioni in corso con la sua partecipazione, alla prima e alla seconda tornata, a Palazzo Chigi e a consultazioni terminate del Presidente del Consiglio Incaricato Mario Draghi. Il comico e Garante del Movimento 5 Stelle ha difatti bloccato, sospeso, rinviato a quanto pare il voto sulla piattaforma Rousseau sul governo dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea. Nessuna specifica, nel video pubblicato sul blog delle Stelle, sulla data del voto online. Aspettare Draghi e le sue dichiarazioni pubbliche, ha comandato Grillo, “pazienza”, e ha quindi esposto la sua idea, il suo desiderata, l’organo per portare a suo dire l’Italia nel futuro: il ministero della Transizione ecologica-sostenibile.

Draghi, un signore che somiglia a un dentista, che deve curare una bocca per metà marcia e per metà sana, nella metafora del comico. Grillo ha detto che Draghi “è un grillino”, una persona “aperta, finge non finge, è sincero o meno”, “vedremo quando farà le dichiarazioni pubbliche”. I due hanno parlato di Reddito di cittadinanza, di Recovery Fund, di futuro.

Per una prospettiva diversa, ha spiegato Grillo, serve il ministero della Transizione Ecologico-Sostenibile, “dove il ministero della Finanza, dell’economia sostenibile, insieme a quelli dell’Ambiente e dell’Energia convergono, con persone di grosso spessore che filtreranno tutti gli investimenti futuri di questo Paese. Abbiamo bisogno di creare dei bonus per le aziende in sintonia e dei malus per chi non lo è”.

E quindi: “Questa è una dichiarazione, mettere in Costituzione l’Ambiente, inteso interno come esterno, tutto è ambiente, tutto filtrato da questo organo creato da francesi, svizzeri, spagnoli, cinesi. I lavori partiranno da lì. La Finanza e le Banche devono capire che devono venire lì e guadagnare dalla transizione energetica. Passare dal fossile alle rinnovabili è un cambiamento di cultura”.

Un veto: non deve entrarci la Lega, perché il Carroccio “di ambiente non ha mai capito una mazza di niente”, nonostante il primo governo Conte, quello che ha portato il Movimento 5 Stelle a Palazzo Chigi, fu formato e creato proprio con la Lega di Matteo Salvini. Draghi “mi ha dato ragione su tutto. Ma votare domani su queste cose, aspettiamo un attimo. Aspettiamo lui che pubblicamente dirà cosa vuol fare. Non ha le idee chiare, neanche lui, siamo in un coma 22”.

Le 5 Stelle del Movimento nato nell’ottobre 2009 erano tra l’altro acqua, trasporti, connettività, sviluppo e proprio ambiente; un ritorno alle origini dunque. Draghi, nei dettagli trapelati finora, ha messo l’ambiente e la Green Economy al centro del suo programma di governo. Da qui, comunque, a definirlo grillino ce ne passa.

Antonio Lamorte