Francesco Totti si è affidato all’avvocato matrimonialista, divorzista, più famoso d’Italia. Annamaria Bernardini De Pace è una sorta di star anche lei ormai, regina del foro. Il suo nome è ritornato in auge dopo la ri-apertura clamorosa del caso dell’anno, quello della fine della relazione tra l’ex capitano della Roma e la moglie showgirl Ilary Blasi, con un’intervista esclusiva che l’atleta ha rilasciato a Il Corriere della Sera. Bernardini De Pace, proprio sulla scia dello stupore per le parole di Totti, è stata definita nientemeno che fautrice di una strategia che schiaccia “vite di persone che si sono amate come fossero noci” dal regista Gabriele Muccino.

Annamaria Bernardini De Pace ha fondato il suo Studio Legale omonimo nel 1989 a Milano. Cinque le sedi attualmente: anche a Bergamo, Padova, Roma e Ameglia in Liguria. Figlia d’arte, l’avvocato era nata a Perugia da famiglia pugliese il 23 aprile 1948. Padre magistrato, madre avvocato, nonno colonnello dei carabinieri. Bernardini De Pace è stata sposata con Francesco Giordano, dal quale ha avuto due figli, Francesca e Chiara. Lo studio è specializzato in diritto civile con particolare attenzione al diritto della famiglia, della persona e alla tutela del patrimonio.

Segni particolari: la figlia Chiara, secondogenita, veterinaria, è stata sposata con l’attore Raoul Bova. La coppia ha avuto due figli: Alessandro Leon e Francesco. Si è separata nel 2013. L’11 agosto del 2014 la legale scrisse una lettera pubblicata dal quotidiano Il Giornale dal titolo: “Caro genero degenerato, vai e non tornare”. È membro del Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria dal 1987 e consigliere della Società di Psicologia Giuridica di Padova.

Bernardini De Pace è considerata la legale divorzista numero uno in Italia: ha assistito Romina Power, Katia Ricciarelli, Eros Ramazzotti, Rosanna Schiaffino, Simona Ventura, Flavio Briatore. Difende più volentieri gli uomini, oggi, che le donne: “Sono loro il sesso debole, scopro sempre più uomini vittime delle loro donne”. La legale è anche scrittrice: ha collaborato con diversi quotidiani e pubblicato diversi saggi. A conferma della statura di personaggio, il dato degli oltre 16mila follower che seguono il suo account Instagram.

Il post di Gabriele Muccino su Annamaria Bernardini De Pace

A intervenire sull’intervista di Totti a Il Corriere della Sera è stato il regista Gabriele Muccino, che più che dedicarsi alle parole dell’ex capitano della Roma, alla fine della storia o alle argomentazioni dell’ex atleta, ha scritto in un commento il suo pensiero sulla legale, evidentemente facendo riferimento alla strategia adottata per il caso Totti-Blasi. “Il legale di Totti io l’ho conosciuto bene. L’ho avuta come controparte in un divorzio orribile che ha rovinato un figlio e seminato veleno per 5 anni”, ha scritto il regista.

Veleno che è rimasto radioattivo con strascichi mai più sanati. Un divorzio cadenzato da illazioni pericolose puntualmente riprese da Chi, un divorzio portato avanti a forza di denunce penali totalmente pretestuose e inventate: 8 in tutto. TUTTE ARCHIVIATE senza fatica. Erano fumo, erano latrare di cani, armi per spaventarmi, erano la tattica e la strategia che questa nota avvocatessa romana adotta schiacciando vite di persone che si sono amate come fossero noci. I figli? Traumatizzati a vita”.

La legale non ha tardato a replicare alle dure parole di Muccino. “Se l’offesa arriva dalle nullità, vale zero. Se poi la nullità è chi è stato avversario, l’offesa è sospetta. Una vendetta che vale come il tentativo di lanciare il pallone ben oltre i tempi supplementari. A stadio chiuso”. L’impressione è che della separazione tra Totti e Blasi se ne parlerà ancora per un bel po’.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.