“Io non entro in quelle che sono scelte politiche, che non mi competono. Da medico dico che così è impossibile pensare di riuscire a sostenere l’epidemia”. È l’atto di accusa arrivato questa mattina da Massimo Andreoni, direttore del Dipartimento di malattie infettive presso il Policlinico di Roma Tor Vergata, intervenuto durante la trasmissione “Agorà” su Rai3.

Per Andreoni “la scelta di non bloccare ha un costo in vite umane – ha spiegato – Alcune nazioni lo stanno facendo, è difficile, anche l’economia fa i suoi morti, ma lo scenario è questo. Molto chiaro e molto grave”.

Per fermare la curva epidemiologica il direttore della Società italiana di malattie infettive ha chiesto di “pensare a lockdown locali, di città e di regioni per vedere come si riesce a gestire l’epidemia e se serve qualcosa di più. Ma bisogna farlo immediatamente, se no la situazione diventa difficile da affrontare”.

Come il professore Andrea Crisanti, responsabile della Microbiologia dell’Università di Padova, anche Andreoni considera il tracciamento “ormai perso”. “Se per ogni positivo – ricorda Andreoni – vanno tracciati dai 10 ai 30 contatti, i 26mila nuovi casi di ieri moltiplicati per 10 o addirittura per 30 rendono l’operazione impossibile”.