Primo caso sospetto di coronavirus dopo la riapertura di questa mattina del pronto soccorso dell’ospedale di Codogno, in provincia di Lodi, rimasto chiuso dal 21 febbraio scorso. Un uomo è arrivato in stato febbrile ed è in attesa dell’esito del tampone, a cui è stato sottoposto. Secondo quanto si apprende, è stata portata nell’area dedicata del nosocomio anche un’altra paziente, già malata di Covid, in arrivo da una struttura per anziani, per ricevere una prestazione sanitaria. Dalle 9.30 di questa mattina, sono una decina gli accessi al pronto soccorso, di nuovo attivo dopo 104 giorni.

CASO NEGATIVO – L’esito del tampon effettuato sul paziente, arrivato in stato febbrile, è risultato negativo. Per lui un percorso dedicato che lo ha isolato dagli altri pazienti.

Nella struttura alle 21.20 del 20 febbraio scorso, le dottoresse Laura Ricevuti e Annalisa Malara hanno riconosciuto il primo caso di coronavirus ufficiale d’Europa. Si trattava di Mattia Maestri, il cosiddetto paziente 1. Pochi giorni prima l’uomo si era recato presso lo stesso ospedale, il provincia di Lodi. Soffriva sintomi come febbre alta e tosse. Le sue condizioni si aggravarono già la mattina del 21 febbraio e venne spostato in rianimazione. Il test all’epoca non era previsto per sintomi come quelli di Mattia: il documento del ministero della Sanità del 27 gennaio imponeva il test solo per casi sospetti, affetti da gravi malattie respiratorie, che nei 14 giorni precedenti avessero viaggiato in Cina.

Solo per un’intuizione dell’anestesista, Annalisa Malara, il paziente uno venne testato e l’esito risultò positivo. Il paziente zero non è mai stato rintracciato. Il pronto soccorso della cittadina del lodigiano è stato così chiuso e Codogno è stato dichiarato zona rossa.