Lo yoga aiuta a rafforzare lo scudo immunitario contro il Coronavirus“. A dirlo è il premier indiano Narendra Modi. L’affermazione è stata fatta dal primo ministro nel video in cui ha presentato la sesta Giornata Internazionale dello Yoga, che si terrà il prossimo 21 giugno. “Per la sua benefica azione multidimensionale – ha continuato Modi – che agisce a livello mentale, fisico e psicologico, la pratica costante dello yoga si rivela strumento fondamentale nei momenti in cui ci è richiesto di affrontare sfide più impegnative del solito“, ha aggiunto.

“Quest’anno vi invito tutti a celebrare la giornata all’interno – ha comunque avvertito Modi – ciascuno nella propria casa, per evitare il rischio di contagio da Coronavirus”. La situazione in India risulta molto preoccupante. Nelle ultime settimane i numeri di positivi e di decessi hanno subito una brusca impennata. Secondo la Johns Hopkins University il Paese è il quarto al mondo per positivi, con 380.532 contagiati; 12.573 i decessi. A New Delhi, la capitale, sarà allestito il più grande centro per la quarantena al mondo, che potrà ospitare fino a 10mila pazienti.

Quella del premier indiano non è la prima uscita a destare sconcerto. Se la pratica dello yoga fa bene al fisico e alla mente, come lo sport, non risulta possa aiutare contro il contagio da coronavirus. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva fatto riferimento a iniezioni di disinfettante, e poi a un uso precauzionale dell’idrossiclorochina, farmaco anti-malarico cui gli studi hanno attribuito gravi effetti collaterali. In Madagascar era stata distribuita una bevanda a base di erbe, il Tambavy CVO CovidOrganicsspacciata come cura per il covid. Storia simile in Iran, dove circa 300 persone sarebbero morte, stando ai media iraniani, per aver ingerito un liquore a base di metanolo. Il presidente della Bielorussia Lukashenko aveva parlato invece di “sauna, vodka e molto lavoro” per sconfiggere il virus.