Il tanto atteso Election day negli Stati Uniti è arrivato. La grande corsa alla Casa Bianca vede fronteggiarsi il candidato repubblicano Donald Trump, attuale presidente degli Usa, e Joe Biden, candidato democratico. I primi seggi ad aprire martedì 3 novembre sono stati quelli del Vermont, sulla East coast, che sono aperti dalle 5 ora locale, le 11 in Italia. Lo Stato, che è fra i 13 in cui si sceglierà anche un governatore, vota democratico dal 1992 e spesso i Dem qui vincono in tutte le contee (ma nel 2016 Donald Trump conquistò una contea). A mano a mano i seggi aprono anche nei seguenti Stati: Virginia, New York, New Jersey, Maine, Kentucky, Connecticut, Indiana e New Hampshire, nonché in West Virginia, Ohio e North Carolina. 

I GRANDI ELETTORI – Nel 2020 si vota per eleggere il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Per tradizione si vota sempre il primo martedì di novembre, quindi quest’anno il 3. Gli elettori sono 233 milioni, i grandi elettori 538. Una manciata di Stati, combinati, raccoglie quasi la metà dei grandi elettori necessari a vincere. La California (con 55 grandi elettori), il Texas (38) e la Florida (29) sono i tre stati con più grandi elettori, mentre chi ne ha meno (3) sono Alaska, Delaware, District of Columbia, Montana, North Dakota, Vermont e Wyoming. I cittadini votano per il nuovo presidente, oltre che per la Camera dei Rappresentanti e per un terzo del Senato (i senatori sono eletti per 6 anni, e ogni biennio si rinnova un terzo dell’assemblea). Chi ottiene i voti di più di 270 grandi elettori, vince. Nel 2016, Trump annunciò la sua vittoria dopo aver superato questa soglia, alle 7.30 del mattino in Italia. Il sistema elettorale americano è stato creato alla fine del ‘700 e da allora ancora oggi stabilisce l’elezione dell’uomo o della donna più potenti del mondo.

SWIG STATES – Ci sono sei stati con un ruolo particolarmente cruciale. La partita si giocherà principalmente lì. Sono i cosiddetti Swing States e sono: Pennsylvania, North Carolina, Wisconsin, Florida, Michigan e Minnesota. Secondo gli analisti, quest’anno, il match point si gioca in Pennsylvania (20 grandi elettori). Tradizione vuole che chi vince in Ohio, vince le elezioni. Nessun candidato repubblicano ha mai ottenuto la vittoria senza vincere in Ohio. La Florida, dal pesante bilancio di 29 grandi elettori, è difficile da categorizzare in uno schieramento: nel 2016 vinse Trump, nel 2012 e 2008 Obama, nel 2004 e 2000 George W. Bush. Secondo il New York Times, Biden ha un “vantaggio chiaro” in cinque stati decisivi: Arizona (11), Florida (29), Pennsylvania (20) e Wisconsin (10).

EARLY VOTING – Con l’early voting (voto anticipato), hanno già votato 95 milioni di elettori, un numero record. A un giorno dall’Election day, i voti già espressi costituiscono il 45% degli elettori registrati a livello nazionale. I primi a terminare con le operazioni di voto, sulla costa est, chiuderanno alle 19 ora locale (l’1 di notte in Italia) e dovrebbero essere: Virginia, South Carolina, Georgia, Vermont, Indiana, West Virginia. Gli ultimi Stati a chiudere i seggi saranno quelli della West Coast: California, Oregon, Washington e Idaho alle 5, Hawaii alle 6 e Alaska alle 7 (sempre orario italiano).

I SONDAGGI – Dall’ultimo sondaggio, stilato congiuntamente dalla Cnbc e da Change Research, è emerso che il democratico Joe Biden ha un lieve vantaggio sul presidente Donald Trump nei sei stati in bilico, ovvero Arizona, Florida, Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin: tutti stati in cui Trump ha vinto nelle elezioni Usa del 2016.

QUANDO IL PRESIDENTE ELETTO ENTRA IN CARICA – Il vincitore entrerà in carica dopo un periodo di transizione prestabilito. L’insediamento ufficiale è fissato per il 20 gennaio 2021.