È un’America in attesa. E un’America che nell’attesa si blinda. Gli Stati Uniti votano per scegliere il 46esimo presidente – oltre che per il Parlamento e una serie di elezioni amministrative – tra Donald Trump e Joe Biden. I risultati potrebbero non arrivare nella giornata, addirittura tra qualche giorno per via dal massiccio ricorso al voto postale. Ed è proprio questo uno degli aspetti che fa temere che la tensione possa alzarsi: la minaccia di disordini e violenze agita gli USA.

La Casa Bianca è blindata. A Washington, a New York e in altre metropoli molti negozianti hanno montato barricate davanti alle loro attività. Al centro delle attenzioni il Texas: storicamente Stato Repubblicano e mai come quest’anno in bilico, come non succedeva da 40 anni. La tensione è alta per via di una delle campagne elettorali più infuocate e atipiche della storia con al centro temi divisivi come la pandemia da coronavirus, la crisi economica, le discriminazioni razziali e le violenze sugli afroamericani da parte della polizia che negli scorsi mesi hanno causato numerose proteste e scontri anche violenti. E poi complotti e teorie oltre il limite della follia (il Pizzagate e QAnon su tutti).

L’atteggiamento di Trump ha fatto il resto: per tutta la campagna ha sollevato il rischio di brogli e poi, secondo il sito Axios, avrebbe confidato che il 3 novembre si dichiarerà vincitore delle elezioni nel caso in cui dovesse essere in vantaggio, senza aspettare ulteriori evidenze – il portavoce della Casa Bianca ha smentito. Biden è dato in vantaggio dalla maggior parte dei sondaggi ed è proprio la questione della transizione del potere a preoccupare. Qualche giorno fa una carovana di automobili di supporter di Trump ha bloccato un’arteria nel New Jersey; in Virginia ci sono state tensioni tra trumpiani e manifestanti del Black Lives Matter; in Texas un corteo di auto avrebbe tentato di far sbandare un pullman con sostenitori di Biden.

Gli scenari, secondo quanto detto dall’esperto di terrorismo interno Tom Mockaitis al Foglio, sono tre: se dovesse vincere Joe Biden potrebbero scatenarsi i suprematisti bianchi, le milizie organizzate (come i Proud Boys, gli Oath Keepers, i Boogaloo, i Three Percenters: tutti diversi per idee e azioni, tutti d’accordo sul II emendamento sulla libertà di armarsi) o i cani sciolti; se dovesse vincere Trump manifestazioni potrebbero essere scatenate dai gruppi antifa o del Black Lives Matter; se i risultati dovessero tardare troppo lo stato ansiogeno e nervoso del quale sembra essere ostaggio la Nazione potrebbe covare tensioni. Quest’ultimo lo scenario peggiore.

POLIZIA A NY – Migliaia di agenti nelle strade di New York nelle prossime ore, le forze di polizia sono state rafforzate, per fronteggiare probabili disordini che potrebbero esplodere. “Saremo in migliaia sulle strade nei prossimi giorni per assicurarci che la città sia al sicuro”, afferma il capo del New York Police Department, Terence Monahan.

CALIFORNIA PREPARATA – Il governatore della California di Gavin Newsom ha detto che lo Stato è preparato all’eventualità di disordini e tumulti durante la notte elettorale. I titolari dei negozi continuano a barricare le attività commerciali. “Tutti sono preparati. Tutti prendono molto sul serio non solo qui in California, ma in tutto il Paese”, ha dichiarato Newsom, citato da Politico.

UOMO ARMATO AL SEGGIO – Un uomo armato è stato arrestato in un seggio in North Carolina. Secondo quanto riportato da Lapresse si tratta di un 36enne che si aggirava con un’arma da fuoco, detenuta legalmente, in una sede elettorale a Charlotte. Invitato dalla polizia a lasciare il luogo, l’uomo ha dapprima acconsentito per poi far ritorno sul posto un paio di ore dopo.

FLORIDA – Il Sunshine State, in bilico tra Trump e Biden, mette in campo la Guardia Nazionale. La decisione del governatore della Florida Ron DeSantis, alleato di Donald Trump, per prevenire eventuali violenze legate alle elezioni. Al momento non si registrano incidenti né momenti di tensione. Guardia Nazionale chiamata a monitorare la situazione ai seggi anche in Wisconsin e in New Jersey.

TENSIONE ALLA CASA BIANCA – Momenti di tensione nei pressi della Casa Bianca. La residenza presidenziale è protetta da una barriera. Tra i manifestanti sia sostenitori del presidente Trump che dello sfidante Biden oltre che attivisti del Black Lives Matter. Al momento solo qualche momento di tensione con la zona controllata da decine di agenti di polizia e del Secret Service.

BLM – I manifestanti di Black Lives Matter, il movimento che protesta e sensibilizza contro la violenza della polizia americana contro gli afro-americani, ha riempito le strade della capitale Federale Washington durante la notte elettorale. Trump va intanto all’attacco, dichiarando che “c’è un gruppo di persone che sta cercando di togliere il voto a milioni di elettori di Trump. È una frode”. Parola che secondo diversi osservatori potrebbero esacerbare gli animi, nella tensione già alta per uno spoglio lunghissimo.

President Donald Trump supporters rally, Wednesday, Nov. 4, 2020, outside the Maricopa County Recorders Office in Phoenix. (AP Photo/Matt York)

IN PIAZZA – Gli Stati Uniti scendono in piazza. Due tipi di Stati Uniti. Joe Biden lancia appelli alla pazienza mentre parla da presidente. Donald Trump denuncia brogli e assicura che i repubblicani non si faranno scippare le elezioni. La maggior parte delle manifestazioni sono pacifiche. Il risultato in bilico da più di 48 ore, dall’Election Day del 3 novembre, rischia intanto di far salire le tensioni.

DISORDINI – Vanno avanti in queste ore disordini e scontri in diverse città. A Washington, Portland, nella contea di Maricopa in Arizona, a Denver e a Minneapolis. A New York decine di persone sono state arrestate. Le tensioni sono esplose durante una protesta pacifica. I media locali hanno scritto che la manifestazione è degenerata a causa di un gruppo di persone che ha lanciato uova contro la polizia. Altri manifestanti hanno dato fuoco a dei cassonetti di rifiuti e hanno sfondato le vetrine di negozi. Centinaia di persone nel Washington Square di Manhattan si sono riunite per chiedere il ri-conteggio dei voti.

PHILADELPHIA Arrestato un uomo armato nella notte a Philadelphia, in Pennsylvania, Stato decisivo per la conqusita della Casa Bianca. A riportarlo il New York Post. L’arresto è avvenuto all’esterno del Pennsylvania Convention Center, dove si stanno contando i voti. La polizia ha fermato un Hummer con a bordo persone in arrivo dalla Virginia. Successivamente un uomo è stato arrestato un uomo in un ristorante. La polizia sta cercando di capire i due casi sono collegati.

 

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