L’election day americano è finalmente arrivato e le urne stanno aprendo via via a seconda dei sei fusi orari su cui si espandono gli Stati Uniti. La scelta è tra il presidente repubblicano uscente Donald Trump e il rivale democratico Joe Biden con un testa a testa nei sondaggi. I primi a chiudere, alle 19 ora locale, saranno i seggi sulla East Coast, mentre gli ultimi saranno quelli in Alaska. Già il 75% di quanti hanno votato nel 2016 ha espresso il suo voto per posta o ai seggi che in alcuni stati erano aperti per il voto anticipato.

AFFLUENZA RECORD – Si tratta di un vero e proprio record: L’ultimo conteggio aggiornato delle votazioni anticipate negli Stati Uniti mostra che quasi 102 milioni di americani hanno espresso i loro voti prima dell’Election Day. Un totale strabiliante che rappresenta il 73% dell’affluenza totale alle elezioni presidenziali del 2016. Il conteggio dell’Associated Press rivela che il voto anticipato in diversi stati, tra cui il Texas e l’Arizona, ha già superato il voto totale di quattro anni fa. Il voto anticipato, sia di persona che per posta o per assente, è cresciuto durante la pandemia di Covid-19. Il balzo maggiore è stato registrato in Kentucky.

LE TELEFONATE PER SCORAGGIARE GLI ELETTORI – Secondo un alto funzionario della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (Cisa), l’Fbi starebbe indagando su telefonate automatiche, segnalate oggi, che esortano gli elettori a “stare a casa e stare al sicuro”. Lo riporta la Cnn. “Sono state segnalate alcune chiamate automatiche, si verificano ad ogni elezione. Ne siamo consapevoli. L’Fbi sta indagando”, ha detto un alto funzionario della Cisa.

SUPPORTER TRUMP DENUNCIANO BROGLI – Aumentano su Twitter i post con l’hashtag #StopTheSteal (‘ferma il furto’) e #FreeAndFairElections (‘elezioni libere e giuste’) che segnalano presunti brogli elettorali a danno dei repubblicani. Alcuni denunciano ritardi nell’apertura dei seggi, in Pennsylvania ad esempio, orchestrate ad arte per non far votare chi deve andare a lavorare. Altri segnalano e pubblicano foto di guasti alle macchine elettorali a Philadelphia, New York e in Georgia, zone conquistate da Trump nel 2016.