Sono arrivati questa mattina in Italia, per lo stoccaggio presso l’Istituto superiore di Sanità (Iss), le prime 47mila dosi di vaccino anti-Covid prodotto dall’azienda farmaceutica americana Moderna. Poco dopo le 2 di notte il furgone ha attraversato il Brennero e intorno a mezzogiorno è arrivato all’Istituto con sede nella Capitale, mentre nei prossimi giorni inizierà la distribuzione nelle regioni.

Questa avverrà, come specificato dall’ISS, “con i mezzi messi a disposizione da Poste italiane” e dando priorità alle regioni “con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni”. Il lotto da 47mila fiale potrebbe essere ripartito tra le Regioni “virtuose”, che smaltiscono più rapidamente le dosi, come la Campania.

Nei prossimi giorni verrà quindi consegnata nella sede dell’Istituto una seconda tranche del vaccino Moderna, mentre in seguito lo stoccaggio avverrà direttamente all’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Soddisfatto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro: “Appena un anno fa questo virus era sostanzialmente sconosciuto, e ora abbiamo già due vaccini approvati, con la prospettiva a breve che se ne aggiungano altri, un traguardo impensabile frutto di uno sforzo senza precedenti nella storia”. La “sfida epocale” che aspetta l’Italia è “quella di portare il vaccino a tutti i cittadini”, aggiunge.

COME FUNZIONA – Il vaccino di Moderna è stoccato in scatole contenenti 10 fiale, ed ogni fiala multi-dose contiene 10 dosi da 0,5 ml. I lotti devono essere trasportati e conservati a una temperatura compresa tra -25° C e -15° C per un massimo di 7 mesi in base alla scadenza riportata sul farmaco e, dopo lo scongelamento, il vaccino può essere mantenuto tra 2°C e 8 °C per 30 giorni.

La temperatura di conservazione è la caratteristica che più lo differenzia dal vaccino Pfizer, ma non è l’unica: Moderna è consigliato sopra i 18 anni, Pfizer dai 16 in su. Inoltre il primo prevede due somministrazioni a distanza di 28 giorni, invece che di 21. L’immunità si considera pienamente acquisita a partire da due settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una come nel caso di Pfizer. Grazie alla conservazione, a temperature più alte rispetto ai -80 gradi di Pfizer, la distribuzione di Moderna sarà più semplice e a regime verrà gestita direttamente dal hub di Pratica di Mare, dove il medicinale sarà stoccato e da dove verrà trasportato in tutte le Regioni.

Nelle istruzioni si precisa che “individui che hanno ricevuto una dose del vaccino Covid-19 mRNA Moderna devono riceverne una seconda dose per completare la serie di vaccinazioni”. Non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità del vaccino Covid-19 mRNA Moderna con altri sieri e, anche per questo, allo scopo di assicurare la tracciabilità del vaccino, per ogni somministrazione effettuata viene registrato nome del paziente, denominazione del medicinale, numero di lotto del farmaco somministrato.