Lo espelleranno o no? Diciamo pure che comunque vada non sarà uno di quegli avvenimenti che passeranno alla storia. Il problema casomai riguarda la tenuta del governo, se i 5 Stelle dovessero decidere di rompere sulla politica estera. Ma non succederà. Per una ragione molto semplice: i 5 Stelle non sanno molto bene cosa sia la politica estera e invece sanno piuttosto bene che se il governo va a casa e si sciolgono le camere è un bel guaio per i loro stipendi. Che poi Di Maio resti alla corte di Conte o esca e si faccia una sua corticina, o passi alla corte di Letta o di qualche altro spezzone centrista, resta un fatto abbastanza secondario.

La verità è che i 5 Stelle non ci sono più. Per una ragione essenziale. Noi continuiamo a chiamarli 5 Stelle ma loro sono semplicemente “grillini”. Il 30 per cento ed oltre dei voti alle elezioni politiche li hanno presi per quel semplicissimo motivo: erano i ragazzi di Beppe. Grillo è un personaggio di statura politica non molto elevata ma di personalità e carisma esplosive. E un bel giorno ha fatto irruzione nella politica italiana mandando tutto a carte quarantotto. La politica italiana non pensava che potesse esprimere una forza così dirompente e distruggente. E invece lui la possedeva. Aveva messo in piedi un movimento qualunquista tutto costruito sulle sue capacità comunicative e su alcune idee di demolizione del potere.

I movimenti qualunquisti sono una costante nella politica mondiale, ci sono stati in passato in Italia (Giannini), in Francia e altrove. Hanno avuto un peso. Talvolta il qualunquismo si diffonde orizzontalmente infiltrandosi nei i partiti (ce n’era parecchio sia nel Pci, sia nel Msi, sia nella Dc) talvolta si auto-organizza e diventa una spina nel fianco del sistema.

Il qualunquismo di Grillo era speciale, sia perché Grillo era speciale, sia perché conteneva una percentuale di anarchismo non indifferente. Ma i qualunquisti hanno sempre un limite grosso: sono a tempo. In questo caso avevano due limiti: il tempo e l’essere legati a filo triplo alla personalità del capo. Quando il capo si è ritirato, è iniziata la dissoluzione.

Ora possono mantenere qualche voto, ma peso politico, quando sarà eletto il nuovo parlamento, zero. Tutti i partiti che avevano fatto male i conti quando arrivarono i grillini, rischiano oggi di fare lo stesso errore di allora. Aver pensato che Conte fosse un leader politico è stato il più grande abbaglio degli ultimi trent’anni.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.