Continua lo scambio di accuse e veleni all’interno del Movimento 5 Stelle, tra l’ala del presidente Conte e quella del ministro Di Maio. Dovrebbe tenersi in serata una riunione del consiglio nazionale del Movimento Cinque Stelle. Secondo quanto riportato dall’Ansa,  all’ordine del giorno della riunione, a quanto si apprende da fonti pentastellate, la discussione sulla linea politica da tenere sulla risoluzione di maggioranza in vista delle comunicazioni del premier Mario Draghi in Parlamento alla vigilia del Consiglio europeo del 23-24 giugno e sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sulle decisioni prese dal Consiglio può essere chiamata ad esprimersi la base del Movimento. Lo scontro è dunque aperto: da una parte Giuseppe Conte, accusato dal ministro degli Esteri di “mettere a repentaglio la sicurezza del Paese”; dall’altra Luigi di Maio, che ora, secondo alcuni, rischierebbe la definitiva espulsione dal gruppo.

La riunione dovrebbe tenersi nelle prossime ore “compatibilmente con gli impegni” dei componenti, ha spiegato la viceministra Alessandra Todde. E si svolgerà dunque a ridosso del voto sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del Consiglio europeo, voto per il quale si sta preparando una risoluzione in cui Giuseppe Conte vorrebbe fosse messo in chiaro che l’obiettivo è il cessate il fuoco e che un ulteriore invio di armi dovrebbe essere ratificato dal Parlamento. Una risoluzione che di fatto chiederebbe lo stop all’invio delle armi a Kiev, ma che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha bollato come “pericolosa per la sicurezza nazionale”.

Intanto il M5s arriva alla riunione con diverse interviste sui quotidiani della domenica mattina, dopo le divisioni dei giorni scorsi. E in sostanza la divaricazione sembra permanere, al momento. Da un lato il gruppo dirigente vicino a Giuseppe Conte, chiede un chiarimento e ipotizza l’espulsione di Luigi Di Maio. “Personalmente ritengo che occorra prendere provvedimenti, magari coinvolgendo la rete o comunque il consiglio nazionale. Vorrei ricordare che da capo politico Di Maio ha espulso persone per cose molto meno gravi” afferma a Repubblica Riccardo Ricciardi, vice presidente del Movimento cinque stelle, per il quale il ministro ieri, parlando di rischio per la sicurezza nazionale in caso di un posizionamento grillino critico verso Draghi sull’Ucraina, ha rivolto “un attacco strumentale ed è grave che Di Maio utilizzi la sicurezza del Paese per attaccare i cinque stelle”, “Di Maio sta insultando la sua comunità politica”, “riteniamo che occorra una profonda riflessione perchè da tempo per sua responsabilità è un corpo estraneo al Movimento”.

Anche un altro dei 5 vicepresidenti M5s, Michele Gubitosa, alla Stampa afferma: “Siamo a un punto di non ritorno: Luigi Di Maio ha pianificato la sua uscita dal Movimento Cinquestelle”. “È inaccettabile il fango che getta sul Movimento. Il M5s non è stato mai anti-atlantista”, sottolinea Gubitosa, che affonda: “Nelle ultime 24 ore da vicepresidente del M5s mi sto domandando se possiamo ancora consideralo un ministro in quota Cinquestelle”.

Sul fronte opposto entra nel merito il senatore Primo De Nicola dalle pagine di Repubblica: “Se si vuole portare l’Italia fuori dalle posizioni storiche in politica estera, è chiaro che non si può convivere, in gioco c’è il destino del Paese. Su un tema così nobile ci può essere anche una scissione”. Sulla risoluzione che chiede di bloccare le forniture di armi all’Ucraina “nessuno di noi è stato coinvolto – afferma -. Ne avevamo sentito parlare e per questo avevamo messo le mani avanti da giorni, chiedendo che non ci fosse un atto autonomo di questo tipo”. “Oggi scopriamo che era vero e che qualcuno sta ancora lavorando a una risoluzione che potrebbe spaccare la maggioranza, probabilmente far cadere il governo e disallineare l’Italia dalle sue alleanze storiche europee e atlantiche”.

Mentre Enrica Sabatini, socia della piattaforma Rousseau e moglie di Davide Casaleggio, al quotidiano Qn è tranchant: “Il M5s è un’esperienza finita. Varrebbe la pena che si prendesse atto serenamente di questa realtà. E inutile l’idea di poter risollevare qualcosa che ormai è rifiutato dall’elettorato”. “Insomma, sarebbe meglio prendere quel che resta del Movimento, metterlo in una bottiglia e buttarla nell’Oceano”. I risultati delle ultime elezioni amministrative “parlano da soli ed è emerso chiaramente che Conte non è il Movimento e gli elettori non lo votano – spiega – Sarebbe meglio che si facesse il suo partito, un partito personale anzichè personalizzare il Movimento”. Mentre Luigi Di Maio “combatterà fino alla fine. Per come lo conosco, penso che difficilmente mollerà il Movimento, ma poi alla fine anche lui si dovrà rendere conto che il M5s è ormai una bad company e che sarà meglio mettere in naftalina questo soggetto politico per costruire qualcosa di nuovo, con un simbolo diverso e con una visione diversa da quella che ha contrassegnato i 5 stelle degli esordi – conclude – Non credo ci siano altre possibilità”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.