L’avviso è arrivato tramite una intervista della vicepresidente del Movimento 5 Stelle Paola Taverna al giornale amico di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano: “Non si resta a ogni costo” nel governo.

Il governo in questione è ovviamente quello guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, con i pentastellati sempre più in difficoltà all’interno di un esecutivo di larga maggioranza in cui le loro battaglie, dal ‘no’ all’invio di armi all’Ucraina al superbonus 110%, fino al Reddito di cittadinanza, sono costantemente messe in questione e a rischio cancellazione.

Le difficoltà all’interno dei gruppi parlamentari del Movimento sono sempre maggiori e anche Giuseppe Conte fa sempre più fatica a controllare i malumori. Segnali che si riversano anche nelle urne, o quantomeno nei sondaggi: secondo quanto riferito da Ipsos sul Corriere della Sera, il Movimento è ormai sceso ai minimi dal 2018, al 13,7 per cento contro lo storico 32,7% di quelle elezioni che portarono Conte a Palazzo Chigi, prima con la Lega e poi col Partito Democratico.

La tentazione è quella di mollare l’esecutivo. Sempre il Corriere riporta il ‘tam tam’ interno che spingerebbe all’appoggio esterno, una soluzione che sa tanto di ‘Prima Repubblica’. L’appuntamento chiave in questo senso potrebbe essere vicino, il 21 giugno, quando il premier Draghi andrà in Senato per comunicazioni due giorni prima del Consiglio europeo.

Per quella data il Movimento starebbe preparando una risoluzione contro gli aiuti militari all’Ucraina da mettere al voto, contando magari sul sostegno della Lega dell’ex alleato Matteo Salvini, che sulle armi a Kiev la pensa come Conte.

Ma la strategia dell’avvocato si potrebbe scontrare anche con pezzi di 5 Stelle, quelli vicino al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che non vogliono saperne di una crisi di governo in un momento così delicato, tra guerra, inflazione, crisi economica e PNRR da sviluppare.

Conte inoltre potrebbe arrivare già ‘zoppo’ politicamente all’appuntamento del 21 giugno al Senato. Nove giorni prima, il 12 giugno, sono in programma le amministrative che stando ai sondaggi sanciranno l’ennesima debacle per il Movimento. Se al voto delle urne dovesse seguire anche la crisi di governo, il rischio è che il Movimento finisca per scindersi tra governisti e contiani.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.