Alla fine la Lega ha dovuto cedere. Raffaele Volpi, presidente del Copasir in quota Carroccio, ha presentato oggi le proprie dimissioni dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica al termine di un braccio di ferro nato dopo la nascita del governo Draghi con Fratelli d’Italia, unica forza parlamentare di opposizione che chiedeva, da regolamento, la presidente dell’organismo di controllo.

Ma a chiedere un cambio di passo alla guida del Copasir erano stati anche gli altri partiti di maggioranza, da Enrico Letta a Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento 5 Stelle, che mercoledì con un tweet si era esposto a  difesa dei diritti del partito di Giorgia Meloni. “Non si può più tergiversare: la presidenza del Copasir spetta all’opposizione. Così prevede la legge del 2007 per garantire i diritti della minoranza e l’equilibrio dei poteri e delle funzioni di controllo”. Volpi, va ricordato, è a capo del Copasir dal 9 ottobre 2019, ovvero dall’inizio del governo giallo-rosso.

Prima delle dimissioni di Volpi proprio Dem e Cinque Stelle, con l’accordo anche di Leu, avevano deciso di abbandonare i lavori del Copasir “al fine di contribuire alla soluzione della titolarità della presidenza del Comitato medesimo”.

Ad uscire dall’aula del Copasir era stati quindi Federica Dieni, Maurizio Cattoi e Francesco Castiello (M5S) ed Enrico Borghi, del Partito democratico. Nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali abbiamo votato la delibera adottata dall’ufficio di presidenza in ordine all’attivazione di quanto stabilito dall’art.34 della legge 124/2007. Al tempo stesso, al fine di porre il Comitato al di fuori delle ripercussioni politiche e ripristinare quanto stabilito dal comma 3 dell’articolo 30, acquisita sul merito anche la condivisione del gruppo parlamentare di Leu, abbiamo abbandonato i lavori del Copasir al fine di contribuire alla soluzione della titolarità della Presidenza del comitato medesimo”, avevano spiegato in una nota i componenti del Comitato.

Ma le dimissioni di Volpi e dell’altro componente della Lega nel Comitato, Paolo Arrigoni, non arrivano da sole: la Lega ha chiesto infatti che cinque componenti su dieci spettino all’opposizione in virtù “dell’immediata e integrale applicazione della legge 124 del 2007 che prevede l’assegnazione all’opposizione di 5 componenti su 10 tra cui poter scegliere l’eventuale Presidente”. “Ora attendiamo le dimissioni di tutti gli altri componenti e la nomina di un altro comitato“, ha spiegato infatti il leader della Lega Matteo Salvini.

Salvini tenta così di mettere le altre forze di maggioranza spalle al muro: nessuno sarebbe infatti disposto a lasciare cinque seggi del Copasir al partito di Giorgia Meloni.

Sullo sfondo ci sono i dossier scottanti che il Copasir dovrebbe trattare: uno tra tutti l’incontro svelato da Report tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il caporeparto del Dis Marco Mancini in un Autogrill, lo scorso dicembre, durante la crisi di governo Conte e soprattutto nel mezzo della ‘partita’ per nomine ai vertici delle agenzie, promozione alla quale puntava lo stesso Mancini.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia