Sei mesi di stato di emergenza, con uno stanziamento di cinque milioni di euro per organizzare l’assistenza sanitaria. Voli bloccati da e per la Cina fino al 28 aprile: gli ultimi sono atterrati venerdì mattina, per decollare c’è tempo fino a domenica 2 febbraio. L’Italia dichiara guerra al coronavirus e chiude per prima in Europa i collegamenti via cielo con il paese epicentro del Coronavirus, mentre restano aperti i porti. “Abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars”, spiega il ministro della Salute Roberto Speranza, sottolineando che “le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”.

Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, viene designato commissario per la gestione dell’emergenza, come proposto da Speranza. La situazione, assicura il primo ministro, Giuseppe Conte,, è “sotto controllo”: “Il sistema Paese ha adottato una linea di precauzione con una soglia più elevata”. E, soprattutto, tranquillizza, gli italiani possono continuare a condurre una vita normale.

“NO PSICOSI” – L’invito è a mantenere la calma, “il Servizio Sanitario Nazionale è molto forte”, sostiene il ministro della Salute, ma l’attenzione è altissima. Dopo i primi due casi di coronavirus registrati a Roma giovedì sera – sono 32 sotto osservazione allo Spallanzani – le istituzioni non vogliono lasciare niente al caso. Nella prefettura capitolina si tiene una riunione tecnica cui, oltre la padrona di casa Gerarda Pantalone, partecipano la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i vertici Asl.
Quasi in contemporanea viene convocato il comitato di Protezione Civile con Borrelli, Conte e Speranza.

I RIMPATRI – Per gli italiani che vogliono rientrare in patria – sono circa 500, non a Wuhan, che ne hanno fatto richiesta – e i cinesi che si trovano qui e vogliono tornare a casa, verrà istituita una Unità operativa speciale sotto il coordinamento dell’Unità di Crisi della Farnesina, con i ministeri della Salute, delle Infrastrutture e con l’Enac. Nel frattempo è stato organizzato il ritorno per gli 80 italiani che sono a Wuhan e atterreranno lunedì mattina, quando saranno sottoposti a un rigido protocollo sanitario.

LA LEGA ‘SCIACALLA’ – Intanto dall’opposizione Matteo Salvini ne approfitta per alimentare il fuoco contro il governo. “La Lega da giorni chiedeva quarantena, controlli, blocchi e informazioni, ma per politici e giornalisti di sinistra eravamo ‘speculatori’ e sciacalli. Preghiamo Dio che non ci siano disastri, ma chi ha sbagliato deve pagare”, punta il dito, sottolineando che “qualcuno ha perso tempo” e “contiamo che il governo verifichi qualsiasi ingresso via terra, via mare, via aereo”. Un comportamento stigmatizzato da Speranza: “Io non voglio fare polemica, ma penso che l’Italia debba restata unita quando ci sono queste vicende che coinvolgono le comunità a livello internazionale e mondiale. Non ci si divide tra maggioranza e opposizione. Quindi, non inseguo chi intende lucrare politicamente su questa vicenda. Per me il paese deve essere unito, giocare insieme questa sfida e vincerla”.

LA COPPIA RICOVERATA – “Sono ricoverati nel nostro istituto anche dodici pazienti provenienti da zone diverse della Cina interessati all’epidemia, con sintomi respiratori modesti, e sono sottoposti al test per il Coronavirus. Altri nove sono stati isolati e già dimessi dopo risultato negativo. Altri venti soggetti asintomatici, che risultano essere stati contatti primari della coppia con l’infezione, sono attualmente in osservazione presso la nostra struttura”. Lo ha detto Emanuele Nicastri, medico dell’Ospedale Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive in cui sono ricoverati i due cittadini cinesi che hanno contratto il Coronavirus.

“I venti sono risultati negativi al primo test per il Coronavirus, ma per escludere del tutto il rischio saranno sottoposti ad altri esami”, ha aggiunto durante la conferenza stampa organizzata nell’ospedale.

LE CONDIZIONI DELLA COPPIA CINESE – “A oggi ci sono due pazienti positivi al Coronavirus ricoverati. La moglie di 65 anni è in condizioni cliniche discrete. Il marito di 66 anni anche lui in condizioni cliniche discrete, pur con sintomi più accentuati”, ha spiegato Nicastri.

IL CASO DELL’OPERAIO DELL’HOTEL – Sulla coppia contagiata è intervenuto anche Alessio D’Amato, assessore alla Salute della Regione Lazio, presente alla conferenza allo Spallanzani: “Il clima è sereno e tutto il gruppo è stato collaborativo. I pazienti sono asintomatici e ospitati in una sezione dedicata dello spallanzani”.  “L’operaio manutentore del’Hotel Palatino ricoverato all’ospedale Spallanzani, caso sospetto di infezione da coronavirus, non ha mai avuto contatti con la coppia di turisti cinesi che hanno contratto l’infezione”, ha quindi riferito l’assessore.

RISCHIO TRASMISSIONE BASSO CON SINTOMI LIEVI – Nel corso della conferenza è intervenuto anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico del nosocomio: “Il Centro europeo del controllo delle malattie ha reso note le nuove stime di trasmissione, confermando che è verosimile che le persone siano fonte di trasmissione del virus solo nel momento in cui hanno i sintomi e che se le persone con infezione vengono prontamente identificate il rischio va da basso a molto basso”.

“I pazienti che sono asintomatici o che hanno pochi sintomi non hanno un ruolo vero nella trasmissione del virus. E, se i casi importati sono identificati in modo precoce, la verosimiglianza di avere trasmissione da persona a persona all’interno della Ue vanno da basso a molto basso”, ha precisato il direttore leggendo le parole del Centro europeo del controllo delle malattie.

“Speriamo di spegnere questo focolaio prima dell’arrivo del vaccino”, ha quindi concluso Ippolito.

Redazione