Ieri 19 casi di positività al coronavirus, oggi 16. L’ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale in Campania per l’emergenza pandemia, che ritorna ad assistere pazienti contagiati. Il Governatore Vincenzo De Luca che minaccia una nuova ordinanza finalizzata alla chiusura delle attività commerciali frequentate da clienti che non indossano la mascherina.

L’allarme covid-19 non va sottovalutato e da più parti arriva il monito ad osservare le disposizioni di protezione individuale. Dopo settimane senza particolari preoccupazioni, al Cotugno negli ultimi giorni sono state ricoverate diverse persone contagiate. Ad oggi il numero preciso è di 13 pazienti positivi e assistiti dai sanitari dell’ospedale specializzato in malattie infettive nella città di Napoli. Nessuno è in terapia intensiva, meno della metà è nel reparto di subintensiva, assistito con caschi, maschere ed ossigeno ad alti flussi. Rispetto all’emergenza dei mesi scorsi, c’è un dato che questa volta sorprende: l’età media, sensibilmente ridottasi.

In mattinata (giovedì 23 luglio) numerose persone sono ritornate ad affollare il pronto soccorso della palazzina ribattezzata Covid Center. C’è chi aveva una “tosse sospetta”, chi altri sintomi che ha pensato fossero riconducibili al coronavirus. Non tutti, è bene chiarirlo, vengono sottoposti al tampone: è il personale sanitario del Cotugno, dopo aver valutato sintomi e parametri, a decidere se è il caso o meno di farlo.  Nell’altra ala separata dell’ospedale sono invece disponibili 60 posti letto per ospitare pazienti che hanno altre patologie infettive.

Dei 16 nuovi positivi registrati oggi in Campania (su 2.112 tamponi eseguiti), due (una coppia di coniugi) provengono da Giugliano, popoloso comune a nord di Napoli. Ad annunciarlo l’Asl Napoli 2 Nord in una nota: “In merito alla situazione dei contagi per Covid19 a Giugliano – si legge – l’Azienda comunica che gli unici casi accertati nelle ultime 24 ore sono due coniugi recatisi spontaneamente al Cotugno, sospettando di essere positivi al virus. L’uomo è stato ricoverato al Cotugno, la donna è tornata al proprio domicilio in regime di isolamento. Gli epidemiologi dell’ASL stanno portando avanti l’indagine epidemiologica per tracciare i contatti stretti”.

Oltre alla coppia di Giugliano, due casi si registrano sull’isola di Ischia (si tratta di cittadini stranieri), uno a Cimitile, due nel Casertano (Teano e Mondragone). La provincia più colpita resta Salerno: tre casi nel capoluogo, tre a Pontecagnano, due a Cava dei Tirreni e altri due nel piccolo centro turistico di Pisciotta, dove il sindaco con propria ordinanza ha ripristinato l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto. Nessuna nuova vittima – informa l bollettino dell’Unita’ di crisi regionale – e due guariti.

TRE TURISTI ROMANI POSITIVI A CAPRI – In una nota, l’Asl Napoli 1 Centro fa il punto della situazione dopo i tre turisti romani risultati positivi dopo una vacanza a Capri avvenuta nel weekend scorso. “In merito ai casi di positività riscontrati sull’Isola di Capri, l’ASL Napoli 1 Centro fa sapere che non esistono al momento ragioni d’allarme. In particolare, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro ha già provveduto a verificare e approfondire – con riferimento ai dettagliatissimi dati forniti dalle ASL di residenza – i luoghi e i contatti avuti dalla prima turista romana risultata positiva al Covid. A breve saranno concluse anche le indagini epidemiologiche sugli altri due turisti – la cui positività è stata comunicata nella tarda serata di ieri – che facevano parte della comitiva di otto persone che, è bene sottolinearlo, non sono più sull’Isola.

DUE TURISTI NEGATIVI SULL’ISOLA AZZURRA – Sono altresì stati prontamente individuati due turisti giunti a Capri da Dubai alcuni giorni fa ed entrati in contatto precedentemente con altri soggetti positivi durante il volo, i turisti e le persone che li hanno accolti in una casa privata sono tutti risultati negativi al tampone (esito giunto nella serata del 22 luglio 2020) ma come previsto dalle normative vigenti restano tutti in quarantena. Proprio per gestire al meglio ogni possibile caso di contagio sull’Isola di Capri, la Regione Campania ha già da settimane siglato con l’ASL Napoli 1 Centro e con i sindaci di Capri e Anacapri – unitamente a FederAlberghi (associazione degli albergatori capresi) e ATEX (settore extra alberghiero e del suo indotto) – un protocollo di sicurezza che assegna ruoli e procedure finalizzate alla tutela della sicurezza della cittadinanza e degli ospiti dell’Isola di Capri. Sull’Isola è inoltre presente H24 un responsabile del dipartimento di Prevenzione grazie al quale ogni caso sospetto può essere trattato in maniera tempestiva. «Non ci sorprende riscontare dei casi sull’Isola di Capri – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – ma ci conforta vedere che il grande lavoro di programmazione e di organizzazione portato a termine nelle scorse settimane ci consente di mantenere sull’Isola una condizione di massima attenzione e sicurezza. Fino a quando la battaglia al virus non sarà conclusa dobbiamo abituarci a convivere con casi di positività che devono essere seguiti da un’attenta indagine epidemiologica e, ove necessario, un tempestivo isolamento. Per questo le condotte individuali sono determinanti; la questione non è avere zero casi, ma riuscire a individuarli subito ed evitare che si moltiplichino. E direi che grazie alla programmazione messa in campo dalla Regione ci stiamo riuscendo al meglio, come testimonia anche il caso del campo Rom».
È bene ricordare che il protocollo “Capri Sicura” consente, nell’attuale fase epidemiologica legata al Covid-19, di chiarire sin da subito “chi fa che cosa”. Si tratta di un protocollo dettagliato negli obblighi di ciascuno, perché la partita contro la pandemia si può vincere solo con l’impegno di tutti. Il protocollo prevede per l’ASL Napoli 1 Centro una procedura stringente in caso di sospetto Covid-19. In particolare, tutte le attività di competenza dell’ASL Na1 Centro rientrano nelle competenze del Dipartimento di Prevenzione, del Dipartimento delle Attività Ospedaliere e del Dipartimento delle Cure Primarie e sono i Direttori di queste articolazioni aziendali che provvedono a sovrintendere e coordinare il rispetto del Protocollo, ognuno per le proprie competenze. L’ASL Napoli 1 Centro ha anche messo a disposizione il numero verde 800-90.96.99 presidiato h24 e registrato. Attraverso questo numero è possibile attivare la “procedura sospetto Covid-19”. In dettaglio: l’addetto al numero verde allerta l’ospedale Capilupi dal quale un infermiere (nei tempi che rispettano la disponibilità e le attività in corso presso la struttura sanitaria) si reca sul luogo ove è isolato l’ospite dichiarato “caso sospetto”. Gli operatori sanitari sono dotati di DPI a cura dell’ASL Napoli 1 Centro. L’operatore sanitario procede al prelievo di sangue necessario al test sierologico e al tampone oro-faringeo che sono processati rispettivamente al Capilupi e presso il laboratorio del presidio ospedaliero San Paolo. In caso di positività il paziente viene immediatamente trasferito a cura e sotto il coordinamento del Servizio 118 Napoli 1, sempre con utilizzo di tutti i mezzi necessari a contenere il diffondersi del virus, finanche con utilizzo di barelle di biocontenimento di cui il Capilupi è dotato.

CORONAVIRUS  A SALERNO – Sono 12 i nuovi contagi registrati in provincia di Salerno dall’analisi dei tamponi eseguiti nelle scorse ore. Di questi, 6 sono residenti nel comune di Pisciotta, contatti delle 3 persone risultate positive due giorni fa nello stesso comune, a loro volta collegate al caso dei due coniugi di Salerno ricoverati qualche giorno fa al Covid Hospital di Scafati. I restanti nuovi casi sono così localizzati: 2 nel comune di Cava de’ Tirreni, 3 a Pontecagnano (familiari del caso positivo emerso martedì scorso), uno nel comune di Salerno, un contatto della coppia di coniugi risultati positivi ieri nella zona tra i quartieri Pastena e Torrione.

I CASI NEL CASERTANO – Dopo i sei casi registrati a Conca della Campania (con i contagi partiti da una badante dell’Est Europa e circoscritti, in attesa dell’esito di alcuni tamponi, allo stesso ambito familiare, nel Casertano crescono i positivi. Nel comune di Castel Volturno, sul litorale, sono stati accertati cinque casi (tutti asintomatici e in isolamento) relativi a cittadini di etnia rom arrivati nei giorni scorsi dai campi nomadi della città di Napoli e del Nolano.

Undici, quindi, i nuovi contagi accertati negli ultimi tre giorni in provincia di Caserta (altri due casi sono stati infatti riscontrati a Capua e Teano). A rendere note le nuove positività il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella, che su Facebook spiega che “si tratta di cittadini non residenti senza fissa dimora, attualmente domiciliati nel nostro comune. Le persone in oggetto sono state poste in quarantena obbligatoria sotto assistenza e vigilanza della polizia municipale e Protezione civile”. Petrella aggiunge all’agenzia Dire che “si tratta di persone straniere provenienti dall’Est Europa. Quattro persone appartengono a uno stesso nucleo familiare. Uno dei contagiati è un minore di 14 anni”.

“Non sono persone che risiedono stabilmente a Castel Volturno – spiega il primo cittadino – ma sono arrivati qui di recente. Si spostano da aree del nolano o della provincia di Napoli e trovano un alloggio o una sistemazione qui a Castel Volturno”. Petrella chiede poi “più controlli, soprattutto sulle aree di confine. Ho chiesto che ci sia attenzione da parte delle forze dell’ordine. Abbiamo gestito l’emergenza alla perfezione, ora ci ritroviamo con due famiglie in quarantena. Servono maggiori controlli”.