Codogno, la città del lodigiano da cui tutto è partito, è divenuta l’esempio di come è possibile combattere l’epidemia del nuovo coronavirus. Il covid-19 ha paralizzato non soltanto le regioni di Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, per citarne alcune in cui si sono verificati più casi, ma con la decisione del governo l’intera penisola è divenuta zona protetta. Per la prima volta il Comune di Codogno ha registrato il numero di zero nuovi contagi dopo 18 giorni di quarantena, un orgoglio per la città che può tornare a respirare e l’Italia come segnale di speranza: se ognuno rispetta le regole e si impegna a fare la propria parte, il coronavirus può essere debellato. La popolazione di Codogno, infatti, era stata messa in quarantena insieme ad altri undici comuni del lodigiano e del Veneto interessati dall’emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus.  Il sindaco della città oltre che presidente della Provincia di Lodi, Francesco Passerini, ha commentato così la notizia: “Siamo particolarmente felici di questo che ci sembra un grande risultato ma vogliamo dire che noi, che siamo stati zona rossa del lodigiano, la quarantena l’abbiamo fatta seriamente, e certamente è per questo che adesso assistiamo al calo che speravamo. La battaglia non è finita – conclude il sindaco – ma se manterremo tutti quanti i comportamenti intelligenti dettati dal governo allora avremo solo qualche settimana di sacrificio e poi ne saremo fuori”.

IL PAZIENTE UNO – Respira autonomamente il “paziente uno“, il 38enne di Codogno (Lodi), primo italiano risultato positivo al coronavirus il 20 febbraio scorso. Mattia, manager della Unilever, la multinazionale olandese-britannica titolare di 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa, è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva nell’ospedale San Matteo di Pavia dove è ricoverato. “È stato cioè ‘stubato‘ in quanto ha iniziato a respirare autonomamente” ha annunciato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. La moglie dell’uomo, all’ottavo mese di gravidanza, è tornata a casa da diversi giorni dopo essere stata ricoverata all’ospedale Sacco di Milano. Le sue condizioni di salute sono buone così come quella della bambina che darà alla luce nelle prossime settimane.

I NUMERI – Sono 1.004 le persone guarite in Italia dal coronavirus, 280 in più di ieri . Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Angelo Borrelli, nel consueto punto stampa. I malati sono 8.514, 529 in più di ieri, mentre i contagiati (compresi vittime e guariti) sono 10.149. 877 i malati in terapia intensiva, 144 in più rispetto a ieri. 168 i nuovi decessi, 631 in tutto. “La richiesta della Lombardia di chiudere i negozi e gli uffici pubblici deve essere considerata e valutata. Non ho elementi da fornire, li vedremo domani”, ha affermato Borrelli. In Regione Lombardia i contagiati dal coronavirus sono 5.791, 322 in più rispetto a ieri. A dirlo è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera nel corso della consueta conferenza stampa per fare il punto sull’emergenza Covid 19. Anche il numero dei pazienti deceduti dall’inizio dell’emergenza è di 468, 135 in più rispetto a ieri.