Una situazione ancora critica ed impegnativa sul fronte sanitario, ma ci sono segnali incoraggianti. È il senso delle parole di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nel punto stampa della cabina di regia sull’emergenza coronavirus.

“Registriamo una decrescita di casi in tutta Europa”, ha spiegato Brusaferro commentando i dati in Italia tra il 16 e il 22 novembre, con la curva “in decrescita anche se la situazione in Italia è un po’ a metà” perché “resta ancora molto elevato il numero dei decessi”.

Nel complesso, ha aggiunto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ”tutte le Regioni tranne due o tre restano ancora a rischio alto. Nove in particolare sono a rischio alto da più di tre settimane e il loro sforzo sanitario rischia di essere troppo pesante”.

Grazie allo sforzo dei sanitari e alle misure restrittive messe in campo in queste settimane “la curva dell’occupazione dei posti letto negli ospedali comincia ad andare verso l’appiattimento”, ha riferito Brusaferro, che parlando delle Regioni ha spiegato che “hanno messo in campo delle risorse tale per le quali oggi possiamo vedere una decrescita della probabilità di completa saturazione delle terapie intensive”.

Quanto ai contagi, Brusaferro ha segnalato che l’età mediana dei contagi è ancora in leggera crescita, raggiungendo i 48 anni. “Questo ci segnala che persone più anziane, spesso con altre patologie, contraggono l’infezione. Dobbiamo evitarlo in tutti i modi”, ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

In conferenza è intervenuto anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, che ha parlato soprattutto della necessità da parte di tutti di mantenere dei comportamenti corretti per evitare una nuova ondata di contagi. Il tema caldo è, ovviamente, il Natale:  “Quello del 2020 sarà un Natale diverso, il primo e auspicabilmente anche l’ultimo. Così come gli assembramenti nelle piazze per l’ultimo dell’anno sono inimmaginabili e incompatibili con l’epidemia“.

Locatelli segnala quindi che “per la prima volta registriamo un andamento decrescente dei casi e questo conferma l’importanza delle misure. Deve servire solo come incentivo e motivazione per andare avanti in questa direzione. Ora è fra 11 e 12% la percentuali dei positivi sui tamponi ma servono ancora larghi margini di miglioramento. I decessi saranno gli ultimi a ridursi e intanto serve evitare un messaggio di allentamento dell’attenzione, in particolare per le regioni che passano a colori meno marcati, resti comportamento responsabile”.