“Siamo entrati in una nuova fase della pandemia – di Covid-19 – nell’Asia-Pacifico”, con l’epidemia che sta “cambiando” e le persone” tra i 20, i 30 e i 40 anni stanno guidando sempre più la sua diffusione”. A lanciare l’allarme è Takeshi Kasai, direttore regionale dell’Oms per il Pacifico occidentale, in conferenza stampa, citato da Cnn.

Il dottor Tamano Matsui, funzionario dell’Oms, ha fatto quindi degli esempi: “Nelle Filippine e nel Victoria, in Australia, più della metà dei casi segnalati (sono) persone di età inferiore ai 40 anni”, ha affermato. “Lo stesso vale in Giappone, dove il 65% delle infezioni segnalate da luglio ad agosto sono tra le persone di età pari o inferiore a 39 anni”.

I ‘NAZIONALISMI’ SUI VACCINI – Nel consueto briefing con la stampa invece il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che il compito ora è “prevenire il nazionalismo sui vaccini”, perchè “sebbene vi sia un desiderio tra i leader di proteggere prima il proprio popolo, la risposta a questa pandemia deve essere collettiva”

Tedros ha spiegato che il mondo ha imparato a proprie spese che “il modo più veloce per porre fine a questa pandemia e riaprire le economie è iniziare proteggendo le popolazioni a più alto rischio ovunque, piuttosto che le intere popolazioni di alcuni paesi”. “Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro”, ha aggiunto il direttore generale dell’Oms, “il nazionalismo ha esacerbato la pandemia e ha contribuito al fallimento totale della catena di approvvigionamento globale. Per un periodo di tempo, alcuni paesi sono rimasti senza forniture mediche chiave”. “Con l’arrivo di nuove diagnosi, farmaci e vaccini, è fondamentale che i paesi non ripetano gli stessi errori”, ha sottolineato il direttore generale.