Dal secondo dopoguerra si era sempre basata sulla pace...
Così la minaccia russa cambia l’economia della Polonia
Quella polacca, da quando la Polonia è entrata a far parte della Ue, pur conservando la valuta polacca in Zloty (equivalenti oggi a 0,24 euro), è sempre stata dal 1945 a oggi (nonostante fosse a suo tempo integrata nel Comecon dei Paesi esteuropei fino al 1991) un’economia di pace. Negli ultimi mesi, tuttavia, l’economia polacca si è avvicinata a tradursi in economia di guerra, con il nuovo governo del premier Donald Tusk (che ha promesso al suo popolo di costruire in breve in Polonia il più potente esercito d’Europa) e con il nuovo presidente della repubblica Karol Nawrocki, in coincidenza con la costruzione di una muraglia difensiva lungo i confini con la Bielorussia e in coincidenza con l’incremento esponenziale di mezzi e personale dell’esercito polacco per preparare il Paese a una difesa efficace in caso di attacco russo. In particolare, la Polonia ha quasi raddoppiato in pochi mesi il suo potenziale militare: l’aeroporto di Cracovia ad esempio ora è anche un aeroporto a uso militare, quello di Rzeszów è un hub anche della Nato, difeso dai Patriot. L’esercito polacco è ora divenuto uno dei maggiori d’Europa, se non il maggiore in quanto a efficienza.
Oggi la Polonia, anche con il contributo della massiva emigrazione ucraina a inizio guerra, ha un’economia in pieno rilancio con un aumento del Pil del 3,2%, e ha lo stesso reddito pro capite, in proporzione, dell’Italia. Inoltre ha valorizzato al massimo i fondi strutturali europei del Pnrr. La Polonia poi è un hub strategico per gli investimenti diretti esteri, ed è considerata politicamente stabile. Militarmente si può considerare, con l’Ucraina che lo è esternamente, il secondo bastione difensivo della fortezza Europa, cioè della Ue verso Est, e accumula anche un essenziale centro difensivo Nato con un supporto americano non indifferente. Oggi, nel momento in cui l’Europa matura la scelta dell’indipendenza strategica con un esercito europeo e la guida diretta delle sue strutture Nato, la Polonia si pone all’avanguardia su questo aspetto, avendo già – senza aspettare i tempi delle burocrazie Europa e Nato – un esercito all’altezza dei suoi compiti. Tallone di Achille della Polonia rimane tuttavia la difesa aerea per i Patriot e gli asset antimissile relativamente pochi, per un’aviazione ancora legata a vettori e aerei post sovietici come i classici Mig.
Dunque, l’economia polacca sta attraversando una fase di transizione definibile di pre-guerra o di guerra preventiva, caratterizzata da livelli record di spesa per la Difesa in un tempo relativamente breve: nell’arco di un solo anno. La consapevolezza dell’aumentata minaccia russa e la realistica necessità di rafforzare la difesa del Paese, anche a fronte delle pregresse sconfitte storiche con la Russia, hanno reso necessaria una riforma dell’esercito e delle spese militari che va ben oltre le richieste di Washington circa le spese militari europee per il contributo Nato. La Polonia imputa adesso oltre il 4% del Pil alla Difesa. Inoltre molte fabbriche agricole e di trattori sono state riconvertite alla produzione di blindati e di manifatture militari, particolarmente in prossimità del confine con l’Ucraina, in zone storicamente agricole.
La situazione ha anche favorito uno sviluppo delle industrie polacche del settore militare, e si è unita al complessivo rilancio dell’economia polacca, dovuto anche ai fondi europei e all’interazione con il sistema finanziario economico globale e europeo. La Polonia ha sviluppato anche un programma collettivo per la popolazione di educazione militare nelle scuole e di addestramento alla difesa per i civili, in simmetria diretta con quanto già fanno i Paesi Baltici europei, l’Ucraina e la Russia già da anni. Va ricordato che all’inizio a Danzica della Seconda guerra mondiale e già al tempo della Prima guerra mondiale la Polonia si ritrovò impreparata e con un sistema industriale inadeguato alle esigenze belliche, senza contare poi il metodo della blitzkrieg che i russi potrebbero rievocare oggi con attacchi a sorpresa missilistici, o con droni o con aerei, in Polonia e specificamente verso i target militari.
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