Negozi e ristoranti aperti (ma non durante le festività), licei chiusi almeno fino a gennaio. È per sommi capi il piano dell’esecutivo Conte che sta lavorando ad un nuovo Dpcm, con quello attuale in scadenza il prossimo 3 dicembre. 

Una discussione complicata perché il timore è che un allentamento delle misure, chiesto a gran voce dagli esercenti, possa far risalire la curva epidemiologica in calo dopo giorni di grossi sacrifici da parte degli italiani. Su questo è stata chiara la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: “Saremo molto severi, non possiamo permettere che si riveda il film dell’estate”.

Per questo appare chiaro che non vi sarà alcun via libera agli assembramenti, vietando ogni tipo di festa o banchetto, così come saranno minime le deroghe agli spostamenti tra regioni.

IL CAPITOLO SCUOLA – Rispetto all’attuale decreto è chiaro che non vi sarà alcun cambiamento: l’ipotesi è che almeno nei licei la didattica a distanza resterà fino al 7 gennaio, così come resteranno chiuse le università.

BAR, RISTORANTI E NEGOZI – Almeno nelle zone gialle il governo pensa alla riapertura di bar e ristoranti la sera, con misure di sicurezza adeguate: massimo 4 le persone al tavolo. Apertura che invece non dovrebbe valere nel periodo delle festività. 

Quanto ai negozi, dal 4 dicembre l’orario dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22 per garantire una minor affluenza ed evitare file agli ingressi. Novità in arrivo anche per i centri commerciali, che dovrebbero riaprire con ingressi contingentati. 

ZONE ROSSE – Dal 4 dicembre appare sempre più probabile che, per favorire il passaggio a zona gialla di alcune Regioni, si farà ricorso alla chiusura in zona rossa di alcune aree di una singola regione dove il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in difficoltà. 

GLI SPOSTAMENTI – Allo studio dell’esecutivo c’è la possibilità di inserire deroghe agli spostamenti tra regioni per consentire ai familiari di rivedersi durante le festività. Su questo punto vanno registrare ancora le parole del sottosegretario Zampa: “Soltanto in via eccezionale se i dati lo permetteranno si potrà spostarsi da una Regione a un’altra”.