Poche righe a margine di un cruciverba per dire addio. “Non voglio impazzire, fatemi addormentare senza risvegliarmi”. È la storia straziante riportata da Repubblica Roma. Una donna, ricoverata nel reparto covid dell’ospedale Vannini, al Casilino, ha sfruttato gli spazi bianchi sulla pagina di una rivista di enigmistica per salutare la sua famiglia. Aveva 70 anni.

L’episodio risale a una ventina di giorni fa. La donna ha lasciato la rivista sul letto. Sulla stessa pagina delle parole crociate il messaggio. La 70enne non ha voluto sottoporsi alla cura con il casco Cpap con l’ossigeno a pressione positiva. Dopo poche ore è morta. “Scusate figli miei, ma voglio morire dormendo”, aveva scritto in corsivo sulla stessa pagina. Il personale sanitario ha trovato la rivista aperta sul bordo del letto. L’hanno aggiunta tra gli effetti personali da riconsegnare alla famiglia.

Non c’è spazio né opportunità, durante l’emergenza coronavirus, nemmeno per un ultimo saluto. Ad accompagnare i malati nelle ultime ore sono medici e infermieri, investiti anche di atti di umanità oltre che dai doveri della professione. “C’è un grande bisogno di dare continuità al quotidiano — ha detto a Repubblica la psicologa e psicoterapeuta delle Terapie intensive dell’ospedale Francesca Alfonsi — ho nella mente nomi, toni di voce, mi vengono affidati gli aspetti più intimi dei rapporti familiari. Durante i colloqui si vivono momenti di grande commozione”. I morti di coronavirus, nelle ultime 24 ore, sono stati 653 in tutto il Paese.

LA REGIONE – Il Lazio si trova in Zona Gialla: quella a rischio meno elevato di contagio, secondo quanto previsto dall’ultimo dpcm. L’ultimo bollettino diffuso da Protezione Civile e ministero della Salute ha riportato 2.697 nuovi positivi nelle ultime 24 ore su 27.519 tamponi processati. Sono 75.541 gli attualmente positivi al Covid-19 nella Regione, di questi 72.109 sono isolamento domiciliare, 3.103 i ricoverati con sintomi, 329 in terapia intensiva. Infine, 1.880 persone sono decedute e 17.361 guarite dall’inizio dell’emergenza.