L’Italia è sempre più chiusa, limitata, ristretta. Zona Gialla, Arancione o Rossa? E il lockdown, è ancora probabile? Comunque di chiusura – in ogni caso diversa da quella della prima ondata – si tratterebbe se tutte le Regioni dovessero passare a Zona Rossa. Oggi si attende una decisione sulla Campania, Regione che ha tenuto banco nell’ultima settimana nel dibattito, al momento in Zona Gialla. Altre Regioni e Comuni intanto prendono provvedimenti a livello locale per contenere il contagio da coronavirus. Ordinanze che impongono nuove misure su negozi, tempo libero e ristorazione.

NEGOZI – L’Emilia Romagna ha deciso che i negozi resteranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Le medie e grandi aree di vendita, come i centri commerciali, nei festivi. Negli esercizi potrà comunque entrare un solo componente per nucleo familiare alla volta. In Veneto le grandi e medie strutture chiuderanno nei prefestivi. Restano invece aperte parafarmacie, tabaccherie ed edicole. Vietato ogni tipo di vendita anche dei piccoli negozi e negozi di vicinato nei festivi. Provvedimento speciale in Friuli Venezia Giulia: una raccomandazione garantisce le prime due ore di attività della giornata agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita all’accesso degli anziani. Ordinanza in arrivo, sulle attività commerciali, anche nella provincia autonoma di Trento. Chiuderanno, secondo anticipazioni, i maxi store da 2.500 metri quadri nella Regione Lazio nei giorni prefestivi e festivi; esclusi le rivendite di generi alimentari, le edicole, i tabaccai e le farmacie. Nuove restrizioni per attività considerate non essenziali in arrivo anche in Campania.

Restrizioni anche a livello comunale: il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha imposto limitazioni agli orari degli esercizi commerciali e sulla fruizione delle aree pubbliche. Dalle 18:00 alle 5:00 è prevista la chiusura di tutti gli esercizi e distributori automatici tranne negozi di generi alimentari, tabaccherie, distributori di carburante, farmacie e parafarmacie. Sospese nello stesso arco di tempo tutte le attività professionali che prevedono la presenza di clientela, eccezion fatta per quelle sanitarie e parasanitarie. Sempre in Puglia, a Bari, i negozi chiuderanno anticipatamente alle 19:00. Sospese le attività di vendita al dettaglio dalle 19:00, tranne generi alimentari e prima necessità. L’ordinanza è valida dal 13 novembre al 3 dicembre.

RISTORAZIONE – In Emilia Romagna la consumazione di alimenti e bevande è sempre vietata in spazi pubblici mentre dalle 15:00 alle 18:00 la somministrazione può avvenire solo da seduti fuori e dentro i locali. Sempre consentita, anzi “fortemente raccomandata” la consegna a domicilio.

SCUOLE – Per una settimana le scuole resteranno chiuse in Alto Adige, con assistenza per figli di persone che lavorano nei servizi essenziali. L’ordinanza è stata firmata nella serata di giovedì dal governatore Arno Kompatscher ed entra in vigore da sabato. La misura prevede cantieri aperti per terminare lavori inderogabili, potenziamento dello smartworking, possibilità di incontrarsi per le coppie non conviventi. Chiuderanno a partire da lunedì anche le scuole dell’obbligo a Palermo. La decisione in un’ordinanza del sindaco Leoluca Orlando. Resteranno invece aperte le scuole comunali dell’infanzia. Scade il 14 novembre l’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole in Campania. La Regione lavora a una possibile ripartenza. L’assessore Lucia Fortini ha ipotizzato una ripresa in presenza “per prima e la seconda classe della primaria, per i laboratori degli istituti professionali e tecnici, abbiamo già consentito la didattica in presenza per gli studenti disabili. Così come -aggiunge -stiamo pensando di aiutare quelle famiglie che possono avere difficoltà in questo momento immaginando la possibilità per i loro figli di ritornare alla scuola in presenza”. Altra ipotesi è riaprire nelle zone a basso tasso di contagio. Sospese, in Emilia Romagna, le lezioni di canto e ginnastica e con strumenti a fiato alle scuole elementari e medie, perché considerate a rischio.

TEMPO LIBERO – Se la ginnastica è vietata alle elementari e alle medie, l’attività sportiva, in Emilia Romagna, dovrà avvenire in aree “verdi” e “periferiche”. In Veneto vietato passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città e delle aree affollate dal 13 novembre fino al 3 dicembre. Limitazioni annunciate anche in Alto Adige: verranno definite con Coni e Fisi. A Genova il sindaco Marco Bucci sta lavorando a un’ordinanza per vietare il passeggio in alcune parti della città. La misura verrà introdotta già da questo fine settimana. Resteranno aperti, ma controllati, i parchi per evitare assembramenti e monitorare l’utilizzo della mascherina. Vietato lo “struscio” a Benevento: lo ha deciso il sindaco Clemente Mastella. Divieto che vale per le piazze e strade principali della città. La chiusura vale per tutti i venerdì, i sabato e le domeniche oltre che nei prefestivi e festivi, dalle 18:00 alle 22:00. Possibilità comunque di accesso e deflusso agli esercizi commerciali che resteranno aperti e alle abitazioni private. Limitazioni anche sull’uso delle panchine sul territorio comunale: massimo due persone per volta, oppure un minore o una persona non autosufficiente con accompagnatore, sempre rispettando il distanziamento fisico. A Napoli accesso limitato e controlli intensificati in quattro aree considerate rosse: il lungomare (via Partenope), piazza del Plebiscito, piazza San Domenico Maggiore e Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, queste ultime presenti nel centro storico della città.