L’Italia si appresta a vivere ore e giorni ‘campali’ in vista di una possibile nuova stretta nel tentativo di arginare la seconda ondata di contagio da Coronavirus. Già nel week end, o anche prima, entreranno in vigore ordinanze locali anti-assembramento, mentre il Governo sta mettendo a punto il passaggio di altre regioni nelle zone arancioni e rosse.

Una nuova mappa dell’Italia divisa in zone sarà possibile solo domani, quando saranno elaborati tutti i dati in arrivo dalle Regioni e dopo la riunione della cabina di regia. Il meccanismo ormai è noto: esecutivi e tecnici esamineranno i 21 parametri per decidere se stringere o allargare le maglie della stretta, lasciando comunque la possibilità ai governi locali di firmare ulteriori misure.

LE REGIONI A RISCHIO – A rischio sono, come ormai chiaro da giorni, Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna: sono le Regioni che per l’Istituto Superiore di Sanità guidato da Silvio Brusaferro avevano numeri tali da richiedere restrizioni anticipate.

LE RESTRIZIONI LOCALI – In attesa dell’eventuale ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, c’è chi si muove sul fronte locale con lockdown ‘leggeri’. È il caso dei presidenti di Veneto ed Emilia Romagna, Luca Zaia e Stefano Bonaccini, che dovrebbero firmare delle ordinanze simili che prendono restrizioni ulteriori per il week end per limitare gli assembramenti e i contatti sociali.

LOCKDOWN NELLE CITTA’ – Con le riunioni dei comitati per l’ordine e la sicurezza di mercoledì, sono scattati dei provvedimenti anche in singole in città. È il caso di Roma, dove saranno intensificati i controlli nei parchi e sul litorale e saranno contingentati nel fine settimana gli accessi alle principali vie dello shopping, con la valutazione in corso di vietare l’accesso ad alcune piazze.

Bologna nelle piazze e strade del centro storico sono vietati eventi e manifestazioni, comprese le esibizioni degli artisti di strada, mentre a  Bari il sindaco Decaro chiude tre giardini pubblici. A Palermo una ordinanza fa scattare il divieto di stazionamento per le persone in centro, mentre a Verona è allo studio un sistema di controlli e accessi contingentati al centro storico.

IL CASO CAMPANIA – Resta un caso politico e sanitario la Campania, dove ieri hanno terminato la loro ispezione i tecnici del dicastero che fa capo a Roberto Speranza hanno visitato gli ospedali cittadini (Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare) per monitorare di persone la situazione. In attesa della relazione, il Governo sembra intenzionato ad intervenire a Napoli con l’esercito e, attraverso la Protezione civile guidata da Angelo Borrelli, con nuovi Covid Hotel per ospitare pazienti asintomatici che non possono stare in isolamento presso il proprio domicilio e in questa fase vanno a congestionare i ricoveri ospedalieri.

Nessun accenno, almeno per ora, all’invio di personale medico e infermieristico, fortemente rimaneggiato da anni. Basti pensare agli ultimi episodio accaduti all’ospedale Cardarelli di Napoli e al San Leonardo di Castellammare di Stabia dove sanitari allo stremo non riescono ad assicurare assistenza al numero spropositato di pazienti che arriva al pronto soccorso.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia