Altro che allarmismo o infodemia oppure terrorismo mediatico: l’informazione sul coronavirus è fuorviante, ma per difetto, per riduzione, sdrammatizzazione. Cinque associazioni di medici e infermieri denunciano un’informazione che tende ad analizzare continuamente i dati sui contagi e a rimarcare quando sono in calo indirizzando “l’opinione pubblica verso fallaci rassicurazioni, portando a sottostimare il reale grado di saturazione dei posti letto”. La situazione, nella realtà, è un’altra: “Gli ospedali sono ormai vicini al collasso”. A lanciare l’allarme sono le società scientifiche dei medici internisti, Fadoi e Simi, dei Geriatri, Sigg e Sigot, e dell’associazione degli infermieri di medicina interna Anìmo. La saturazione delle strutture, denunciano, va ben oltre il 30 o il 40% di solito comunicato. Due i fattori che causano l’emergenza: la carenza di personale e dei posti letto, a fronte dell’abnorme afflusso di malati di coronavirus. E quindi le associazioni chiamano a raccolta le altre realtà rappresentative degli operatori sanitari per una “posizione chiara e univoca” sulla gravità dell’emergenza.

“È corretto e logico monitorare la crescente saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma in tante regioni i tassi di occupazione dei reparti di area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non Covid”, avvertono medici e infermieri. “Una conseguenza probabile – continuano – se non certa, sarà l’incapacità di garantire gli standard qualitativi per le cure a tutti i malati cronici e ai malati acuti non Covid, oltre a ulteriori criticità e ritardi nel campo della prevenzione”.

E quindi, le associazioni, chiosano così il loro allarme: “La situazione sanitaria è drammatica e noi medici e infermieri di area medica, sia nei nostri reparti sia in altri reparti ultra-specialistici rapidamente riconvertiti in unità Covid, ci prendiamo cura di oltre il 70% dei malati Covid ricoverati in ospedale – affermare – non è di aiuto per nessuno sottovalutare, sminuire, fingere che la situazione sia quasi normale o che a breve si possa normalizzare”.

L’ORDINE – Anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha evidenziato nei giorni scorsi la pressione preoccupante sugli ospedali in tutta Italia. Anelli ha invocato senza giri di parole il lockdown in tutta Italia: “Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci – ha dichiarato all’Ansa – perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite. Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi”. La FNOMCeO conta a oggi 188 medici morti dopo aver contratto il coronavirus dall’inizio dell’emergenza.

Redazione

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